Festa in spiaggia? Ok, ma a mezzanotte va spenta la musica
Il padre di un diciottenne protesta: «Non ci sono abitazioni I ragazzi saranno costretti a spostarsi per finire la serata»
PIOMBINO. C’è un ragazzo che chiede una festa in spiaggia con tanto di musica per i propri 18 anni, e c’è un padre che cerca di accontentarlo. Nel mezzo c’è però una normativa che complica moltissimo la faccenda.
«Questo fine settimana mio figlio compie 18 anni e tempo fa mi aveva chiesto di organizzare una festa in spiaggia per lui e i suoi amici, con tanto di dj a fare da sfondo musicale all’evento - racconta l’uomo, piombinese, che preferisce restare anonimo - Mi sono quindi rivolto a uno stabilimento balneare della Costa est che, pur accettando di ospitare la festa, mi ha subito informato di come la musica non sarebbe potuta andare oltre la mezzanotte. Già un anno fa, infatti, lo stesso stabilimento sarebbe stato sanzionato per aver superato quel limite orario».
A questo punto l’uomo prova a muoversi personalmente per vederci più chiaro: «Mi sembrava assurdo l’obbligo di fermare la musica a mezzanotte, come in città, pur essendo su una spiaggia, senza abitazioni intorno e residenti da infastidire. Contattando l’ufficio ambiente del Comune di Piombino mi è stata in effetti confermata la normativa regionale che impone sul territorio comunale di spegnere la musica alle 24. Per farla durare di più avrei dovuto far realizzare da un ingegnere una relazione tecnica di impatto acustico da portare all’ufficio ambiente che, in caso di giudizio positivo, l’avrebbe a sua volta inoltrata all’Asl, passando quindi alla Parchi Val di Cornia. Se tutti questi soggetti avessero alla fine dato parere favorevole, la pratica sarebbe in ultima analisi passata al sindaco per l’approvazione definitiva o meno».
«Sinceramente - prosegue l’uomo - davanti a questa trafila infinita e pure costosa (una relazione di impatto acustico costa circa 400 euro) mi sono arreso. La festa si farà allo stabilimento balneare in Costa est e la musica si fermerà a mezzanotte. Dopo? Probabilmente i ragazzi si sposteranno a San Vincenzo o a Follonica, dove potranno continuare a divertirsi e fare serata».
Non va giù all’uomo l’idea di una normativa applicata dal Comune di Piombino allo stesso modo, sia per zone urbane che in una spiaggia isolata. «Evidentemente l’amministrazione piombinese sta così bene economicamente da potersi permettere che 50 giovani se ne vadano a spendere i propri soldi a Follonica o San Vincenzo invece di restare in città - sostiene l’uomo - Mi sembra impossibile un simile percorso burocratico per una festa di compleanno; mica stiamo parlando di un rave party con musica a palla e duemila persone in spiaggia. Che poi, da genitore, sarei parecchio più tranquillo a sapere mio figlio in giro a Piombino piuttosto che in macchina lontano da casa».
Lo sfogo dell’uomo non trova tuttavia sostegno nell’amministrazione comunale che conferma la situazione: «La legge vale su tutto il territorio comunale, spiagge comprese - dice Marco Chiarei, assessore all’ambiente - Anzi, essendo la Costa est una zona a parco, i limiti a protezione di fauna e ambiente sono addirittura più restrittivi», come dimostra l’ulteriore passaggio a giudizio della richiesta alla Parchi.
A lasciare uno spiraglio nella complicata questione è invece l’assessore al turismo, Stefano Ferrini: «Esistono in effetti normative precise relative alle aree parchi - spiega Ferrini - D’altra parte io stesso ritengo paradossale, al di là di quanto dica la legge, la difficoltà di fare musica oltre una certa ora in una zona priva di abitazioni e di ogni eventuale discussione con i residenti, come invece avviene in un centro urbano. Per questo vedremo come muoverci per trovare una soluzione nelle pieghe di una legge che tuttavia esiste e con la quale dobbiamo fare i conti».
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