Il Tirreno

Cantierino, approdo fantasma tra i rifiuti

di Stefano Bramanti
Cantierino, approdo fantasma tra i rifiuti

Confermato il degrado segnalato dal vice prefetto: il Comune pensa di murare i varchi per rendere l’area inaccessibile

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PORTOFERRAIO. Un approdo fantasma immerso nel degrado. Stiamo parlando del Cantierino, nel cuore dell’area retroportuale di Portoferraio. Nei giorni scorsi è stato il vice prefetto Daveti a dare un nuovo allarme sulle condizioni delle aree (in tutto sono quattro: si tratta in particolare di quattro aree demaniali - Cantierino, ex Alvin, ex Assoshipping ed ex Panariello). Sulla scia della segnalazione siamo tornati in zona e, ancora una volta, abbiamo documentato le condizioni dei manufatti dismessi nel Cantierino: un’area che, ci ha spiegato l’assessore al Demanio Angelo Del Mastro, il Comune pensa di rendere inaccessibile nel più breve tempo possibile. Nel frattempo l’incuria e la sporcizia, tali da rappresentare rischi di natura igienico sanitaria - la fanno ancora da padrone.

La documentazione fotografica parla da sola e mostra come i ruderi, che oggi sono di competenza comunale, siano colmi di ogni tipo di sporcizia o rifiuti. Il problema è che tale area, che si trova appena terminato il porto, non lontana dall’ ultimo molo di attracco della Moby, è accessibile facilmente, dalla parte terminale di Calata Italia, prima di arrivare alla rotonda del supermercato Unicoop Tirreno.

Esistono infatti muri con ampie aperture e chiunque può accedere senza alcun problema e raggiungere alcune costruzioni fatiscenti o capannoni, che fungono da dimora per disperati, costruzioni semi diroccate che hanno pure tetti in eternit e tutto intorno mostrano "orrori" con depositi di bottiglie, materassi e barche abbandonate, con annessi sacchi di immondizie di ogni genere.

Oltre alle persone che vivono in tali condizioni di disagio, l’area è accessibile a ragazzini o altri, che possono finire per trovarsi in una zona a rischio, insalubre al 100%.

A tale proposito il vice prefetto ha segnalato che in tale ambiente avvengono scambi di stupefacenti e merce rubata. Non solo, anche diportisti attraversano tale inferno, per raggiungere la città. Lasciano la propria barca ancorata nella rada e raggiungono il luogo con piccoli gommoni che attraccano ad una sorta di banchina, che prelude alla zona degradata.

L’assessore Angelo Del Mastro dà una speranza di soluzione al problema. «Stiamo valutando un intervento, garzie alla collaborazione dell’Autorità portuale – ci ha detto – l’idea è rendere inaccessibile quella parte in degrado chiudendo con delle opere in muratura gli accessi che sono possibili dalla strada. Interverrà un’impresa locale, nel giro di pochi giorni. Non solo, abbiamo preso accordi anche per la vicina spiaggetta concessa all'associazione Marinai in congedo, che confina con l'area del degrado: faremo opportuni interventi sempre per impedire l'accesso a chiunque».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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