Il Tirreno

Polo culturale, la grande incompiuta

di Francesca Lenzi
Polo culturale, la grande incompiuta

Doveva essere concluso ad aprile 2014, vari intoppi l’hanno bloccato. Capuano: possiamo farcela per la fine dell’anno

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PIOMBINO. Con quasi tre anni di ritardo potrebbe finalmente vedere la luce il polo culturale di piazza Manzoni. La nuova previsione di fine lavori è infatti fissata dall'amministrazione comunale entro l’anno.

Il condizionale è chiaramente d’obbligo, considerando i ritardi, gli stop e gli intoppi che hanno finora condizionato il progetto. Iniziati nell’ottobre del 2012, i lavori al polo culturale, nei locali dell’ex Ipsia, progettati dallo studio Leonardo di Salvatore Re ed eseguiti dalla ditta Edil Progetti 1987 di San Marco Evangelista in provincia di Caserta, sarebbero dovuti finire nell’aprile del 2014.

Solo ora, dopo impegni e dichiarazioni rilasciate prima dall’assessore ai lavori pubblici Lido Francini, poi, con la nuova giunta, da Claudio Capuano, la situazione pare essersi sbloccata.

Il progetto iniziale. Ideato da Salvatore Re con la consulenza di Antonella Agnoli, e diviso in tre lotti, il progetto iniziale prevedeva un investimento di 11 milioni da reperire tramite finanziamenti. Ma con la nuova normativa il Comune ha avuto la disponibilità solo dei 3 milioni e 600mila euro già acquisiti con il mutuo. La riduzione drastica del budget ha quindi rimesso tutto in gioco. Da qui il primo dei tre sostanziali problemi che hanno portato al ritardo clamoroso nei lavori.

«Il Comune di Piombino non è più nella condizione di contrarre mutui per carenze strutturali del bilancio stesso (ordinanza 2940/2012 e delibera 171/2012 della Corte)», si legge nella delibera di giunta del 10 dicembre 2014, con cui fu approvato l’accorpamento dei primi due lotti in un’unica parte, lasciando come seconda tranche quello che originariamente era il terzo lotto; il tutto nell’obiettivo di fare di necessità virtù con i fondi a disposizione.

Primo lotto e ritardi. I 3 milioni e 600mila euro vengono così destinati ai primi due lotti unificati. Altri due problemi: l’accordo con la Misericordia per la cessione di alcune stanze da includere nel polo e, lo stop nell’estate del 2014, di diversi mesi dovuto a varianti nel piano esecutivo per l’adeguamento alle nuove norme sismiche nazionali.

Come se non fossero bastati questi imprevisti, la riprogettazione dell’intero piano decisa con la delibera di fine 2014 provocò seri problemi con la ditta casertana che, lamentando nuove condizioni economiche, bloccò i lavori per 9 mesi, solo al termine dei quali l’impresa, che nel frattempo ha cambiato nome (adesso Dp Costruzioni), trovando l’accordo con l’amministrazione, riprese le operazioni.

Questo ulteriore contrattempo arrivò dopo la dichiarazione rilasciata al Tirreno da Capuano nei primi giorni del gennaio 2015, con cui l’assessore annunciava la conclusione dei lavori entro la fine di quell’anno. «In quel periodo era stata appena finita la variante - afferma Capuano - Nei giorni successivi sono iniziati i problemi con la ditta. Purtroppo questa serie di imprevisti ha allungato di molto i lavori, ma adesso sono ripresi normalmente e la speranza è di vederli terminati entro fine anno».

Al momento gli operai stanno lavorando sul tetto, dopo aver realizzato il restauro murario (rifacimento mura, rinforzi e nuove volumetrie), e prima di concludere con rifiniture, impianti elettrici e pavimenti.

Secondo lotto e bando Piu. Se con il primo lotto avremo biblioteca, sala lettura e area buffet, con l’eventuale secondo (locali ex officine Ipsia) nascerà l'archivio storico. Per questa operazione servono però altri fondi e potrebbero arrivare dal bando regionale del Piu (Progetti innovazione urbana) al quale ha partecipato il Comune di Piombino. In ballo ci sono 8 milioni e 650mila euro, con una previsione di cofinanziamento da parte del Comune di 2 milioni e 300mila.

Cinque sono gli interventi interessati dal progetto: il secondo lotto del polo culturale, appunto (4 milioni e 500mila euro), recupero piazzale d’alaggio (860mila), rifacimento piazza dei Grani (1 milione e 630mila), sistemazione di piazza Dante (710mila), altri interventi legati alle tecnologie della “Smart City” (1 milione e 400mila).

«Abbiamo presentato il progetto complessivo lo scorso gennaio - spiega l’assessore all’ambiente Marco Chiarei - e stiamo aspettando proprio in questo periodo di avere la graduatoria finale con cui la Regione deciderà se il nostro progetto, tra i 21 presentati, sia o meno eleggibile per il finanziamento».

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