Italia
In settimana il progetto Sms per l’acciaieria elettrica
Continua il lavoro con le banche. Critica “Minoranza”: «Nessuna certezza»
In Algeria si fa sempre più duro lo scontro tra il governo e Rebrab
PIOMBINO. Atteso questa settimana il progetto di dettaglio redatto da Sms Demag per l’acciaieria elettrica e il nuovo treno rotaie. Un appuntamento importante perché da lì Aferpi, come ha sempre sostenuto, potrà far partire le gare per le opere civili.
Ma questi sono pure i giorni in cui l’amministratore delegato Fausto Azzi cercherà di concretizzare i contatti con le banche e di rafforzare gli impegni presi dal Governo. Che attraverso una società emanazione della Cassa depositi e prestiti, la Sace, dovrebbe fornire le lettere di credito che serviranno da garanzia per gli acquisti. Ma Aferpi nell’incontro di giovedì scorso al Mise ha chiesto di più al Governo, e cioè di far pressione perché le banche forniscano quel credito – una somma intorno ai 100 milioni – che serve per avere la liquidità necessaria a complessivo funzionamento delle acciaierie.
Aferpi sostiene che per gli investimenti i soldi non mancano, ma che proprio per la loro rilevanza ogni risorsa verrà convogliata nello sviluppo del piano industriale.
Tutto ciò mentre in Algeria si assiste ad attacchi sempre più violenti nei confronti di Issad Rebrab da parte del Governo: prima il caso dello stop imposto all’acquisto del quotidiano el Khabar (la questione andrà di fronte a un giudice mercoledì prossimo), poi il divieto imposto a Rebrab dal ministro dell’Industria, Abdeslam Bouchouareb, a partecipare al forum economico Algeria-Gran Bretagna. L’appuntamento di ieri in effetti è stato disertato da Rebrab, che pure aveva minacciato di presenziare comunque all’incontro, in un clima sempre più surriscaldato.
Una situazione generale che oggettivamente non favorisce gli investimenti all’estero dell’imprenditore algerino, atteso a Piombino nel corso della settimana.
Intanto a Piombino “Minoranza sindacale” non cambia il giudizio già espresso nell’assemblea post Mise. In sintesi per il gruppo, a Roma «non è stato fornito nessun dato verificabile sui finanziamenti per la nuova acciaieria e il treno rotaie. Inoltre l’azienda ha ammesso platealmente di non avere i soldi per la gestione ordinaria, non sa neppure dove trovarli, e ha rivolto un appello accorato al governo affinché interceda presso le banche per ottenere il credito. In pratica, non è stato prodotto nessun cronoprogramma serio e dettagliato, ma sono state fornite solo le date di massima riguardanti l’inizio e la fine dei lavori. Tali scadenze – concludono – sembrano cozzare palesemente col buon senso, infatti analizzandole emerge che le opere civili si faranno in soli quattro mesi. Infine nessuna certezza sui mille problemi delle bonifiche, mentre di agroindustria e logistica non si è nemmeno parlato».
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