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«Chiudere il dormitorio nell’ex Carsal»
Anche Ferrari sollecita la variazione d’uso, oggi il comitato dei residenti incontra l’assessore Di Giorgi
PIOMBINO. Variare lo stato d’uso dell’ex Carsal. Lo chiedono sia il Comitato di via Gori che il consigliere Francesco Ferrari.
Il Comitato oggi lo ribadirà all’incontro con l’assessore Margherita Di Giorgi. «E’ giunto il tempo - scrive Alberto Guerrieri a nome del comitato - di evidenziare che il senso di responsabilità compete ad altri. In primis al sindaco Massimo Giuliani, non fosse altro per il dovere di essere il sindaco di tutti. Nessun sindaco, nessuna giunta che lo sostenga, nessuna opposizione per quanto silente, allineata e sottomessa può permettersi di continuare a discriminare i residenti di una periferia che da cinque anni sono costretti, per una vostra infelice decisione (l’ex assessore Anna Tempestini che ha destinato l’ex struttura Carsal a “Pronto soccorso abitativo” non provvedendo neppure a organizzare un adeguato controllo e un’adeguata gestione), ingiustamente costretti dunque a convivere non solo con una situazione di degrado ambientale ma anche a subire un degrado sociale che offende la dignità anche delle persone semplici e non abbienti. Degrado sociale denunciato al sindaco con protocollo del 3 maggio 2016 in relazione a offese e minacce ricevute da un residente. Degrado sociale per l’ennesima circostanza risolto dal pronto intervento dei carabinieri. Tutto questo dovrebbe suggerire al sindaco, alla giunta, alle opposizioni che è giunto il tempo di onorare l’impegno di procedere alla variazione d’uso dell’ex Carsal, che avrebbe dovuto realizzarsi entro la Pasqua 2015. Penoso sentir parlare d’altro».
Sul caso interviene anche Ferrari (Fdi-An): «L’apprezzabile intervento dell’assessore Capuano che, nei limiti delle proprie competenze, ai primi di maggio aveva disposto la pulizia della zona e il taglio dell’erba, non ha certo risolto la questione. E’ inaccettabile che quel luogo, nel pieno centro città, sia utilizzato come dormitorio di cinque o sei persone che vi soggiornano stabilmente; la struttura era costata molti soldi pubblici ma era nata come punto di prima assistenza per le emergenze. Oggi è appannaggio di pochi che, stando a quanto riferiscono i membri del comitato, sono spesso ubriachi e molesti, sino talvolta a minacciare gli anziani che vivono nei dintorni. L'amministrazione comunale deve prendere coscienza del problema, cambiando destinazione alla struttura; e per recuperare il tempo perso, dovrà farlo rapidamente. Solo chiudendo quel dormitorio si darà un segnale di legalità, ridonando tranquillità e vivibilità a quella zona e a tutti coloro che ci abitano».
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