Il Tirreno

«Bene il tutor, no all’innalzamento dei limiti»

«Bene il tutor, no all’innalzamento dei limiti»

#Salvaciclisti Piombino interviene sulla Geodetica: troppo pericoloso portarli a 90 kmh

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PIOMBINO. L’associazione #Salvaciclisti Piombino interviene sulla Geodetica. Apprezza la scelta di limitare le grandi velocità che vengono raggiunte. Un po’ meno l’ipotesi di innalzare l’attuale limite di velocità.

«Leggiamo sul Tirreno dell'intenzione del Comune di intervenire sull'annosa questione sicurezza in Geodetica con l'installazione di un sistema tutor. Preso atto dell'impossibilità di messa in sicurezza degli incroci per mezzo di rotatorie, non possiamo che dirci soddisfatti dell'intenzione - finalmente - di intervenire come possibile su un tratto di strada che ha già visto troppi morti».

«E con piacere prendiamo nota dell'accessibilità ai finanziamenti per la realizzazione di un percorso ciclabile, in un'ottica di diminuzione della velocità di percorrenza».

«Ci sfugge tuttavia come, al termine di una serie di promettenti interventi imperniati sul miglioramento della sicurezza stradale tramite controllo e riduzione della velocità veicolare, l'assessore Capuano abbia potuto concludere con la prospettiva di passare dai 50-70 km/h attuali al “si potrebbe arrivare anche ai 70-90”. Ricordiamo che gli spazi di reazione e frenata dai 70 ai 90 km/h aumentano di circa 30 metri, e 30 metri su una strada trafficata e con incroci a raso possono fare una differenza enorme».

L'articolo ipotizza che si tratti di una maniera per arginare “qualche polemica da parte di chi la geodetica la percorre tutto l'anno”.

«Da parte nostra restiamo convinti che anche per la sicurezza di chi la Geodetica la percorre tutto l'anno (e nella categoria ci rientriamo anche noi, qualsiasi mezzo di trasporto utilizziamo) non può in alcun modo essere avallato un aumento dei limiti attuali di percorrenza».

«Se un messaggio reale di sicurezza è quello che si vuole dare, non capiamo come all'indicazione di controllo degli attuali limiti si possa affiancare la prospettiva di aumentarli, e come si concili questa con la prospettiva opposta di diminuzione delle velocità nell'ottica di un restringimento di carreggiata a seguito di quello che - speriamo in tempi rapidi e progettato secondo standard di qualità sia sul percorso che sulle intersezioni- sarà il percorso ciclabile».

«Una cosa esclude l'altra, insomma. E su un tema che riteniamo importante ci piacerebbe ci fossero la chiarezza e il coraggio di affermare con convinzione una politica di riduzione delle velocità, senza distinguo, senza il timore di perdere consensi andando a toccare in maniera incisiva quella che - a voler essere gentili - è una cattiva abitudine a schiacciare sul pedale, mentre a voler essere più pragmatici, statistiche alla mano, è un comportamento potenzialmente criminale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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