Rebrab: «Per il piano Aferpi serve l’aiuto delle banche»
Nella relazione trimestrale Nardi parla dell’incontro col patron di Cevital Ora l’accordo con Sms può agevolare il rapporto col sistema creditizio
PIOMBINO. «Issad Rebrab ha sottolineato “che un piano così ambizioso non può essere realizzato con le sole forze del Gruppo ma necessita di un costante supporto del Sistema Italia in tutte le sue componenti istituzionali, politiche, sindacali e finanziarie».
E’ Piero Nardi, commissario Lucchini, a scriverlo nella sua ultima relazione trimestrale, che fa il punto sui progetti di Aferpi. Nardi infatti ha incontrato il patron di Cevital il 24 marzo, proprio per discutere degli impegni presi al Mise nella riunione del 17 febbraio.
«Rebrab confermò nel nostro incontro – scrive Nardi – gli obiettivi strategici dello sviluppo della parte siderurgica, logistica e agroindustriale», quest’ultimo «condizionato dai tempi dello smantellamento degli impianti dell’area a caldo e della delocalizzazione dell’attuale treno rotaie. Per la logistica è in corso la ricerca di un partner specialista e cofinanziatore dell’attività».
Sempre in quell’incontro il commissario si soffermò «sulle caratteristiche del mercato dei prodotti lunghi di qualità e speciali che comportano per loro natura un impegno di circolante e quindi di finanziamento più elevato rispetto a quello richiesto dai prodotti comuni. Inoltre per contenere i costi di trasformazione è necessario il massimo utilizzo dei treni con conseguente aumento del circolante e dei relativi fabbisogni finanziari».
Come si legge nella relazione di Nardi, Rebrab comunicò a questo proposito che «sono in corso le procedure per dotare Aferpi delle risorse finanziarie necessarie a mantenere e possibilmente sviluppare i volumi di attività produttiva. Una prima tranche è prevista nell’immediato. E’ però impensabile che il finanziamento del circolante avvenga solo con risorse proprie senza il concorso del sistema finanziario. Dal 1° di luglio 2015 ad oggi non c’è stato alcun affidamento bancario».
Insomma, la questione finanziaria, o meglio del faticoso reperimento del credito, resta centrale nei progetti di sviluppo di Aferpi, che dalla firma dello scorso 30 aprile per l’acquisto dell’acciaieria elettrica (il giorno dopo la pubblicazione della relazione di Nardi) è prevedibile possa trarre benefici nel rapporto con le banche.
Sempre il 24 marzo Aferpi ha inviato la sua prima relazione a Nardi, interessante perché formalizza i tempi per la realizzazione dell’acciaieria, premettendo «che sono in fase avanzata le attività formali per l’ottenimento dì tutte le autorizzazioni». I tempi dunque, così illustrati da Aferpi: progettazione esecutiva di base entro luglio 2016 mentre il completamento della progettazione esecutiva di dettaglio viene fissata a dicembre di quest’anno. La definizione degli accordi per opere accessorie, ausiliarie e opere civili sarà a febbraio 2017. La definizione dei finanziamenti è prevista entro il prossimo settembre, l’avvio dei lavori è ipotizzato entro il primo semestre 2017 col completamento entro il primo trimestre del 2018, così da prevedere l’avvio della produzione di billette, blumi e rotaie entro il secondo semestre 2018». Infine Aferpi spiega che lo smantellamento degli impianti fermi «sarà avviato a valle della definizione dei finanziamenti dei nuovi investimenti, con possibilità di riutilizzo degli stessi in Brasile». (cloz)
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