Il Tirreno

«Il Pd lavori invece di esultare»

I 5 Stelle critici con i democratici per i loro commenti dopo l’accordo sull’acciaieria

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PIOMBINO. «Sicuramente la firma del contratto è un passo avanti dopo 10 mesi di inattività e va accolto positivamente, ma che sia chiaro che è il primo passo di un percorso irto di ostacoli e ancora molto lungo».

Così si esprime il Movimento 5 Stelle, augurandosi «che la stagione della propaganda sia finita». Molto critici i pentastellati nei confronti di «autorevoli esponenti del Pd che parallelamente al fronte dei gufi hanno individuato un’altra invisa categoria politica: le Cassandre. In questi giorni abbiamo assistito al triste tentativo di alcuni di trarre vantaggio politico dalla firma del contratto tra Aferpi e Smd: il presidente Rossi è andato a rispolverare il suo intervento del 1° maggio 2014 dove affermava che se avesse perso questa battaglia era disposto a lasciare il suo impegno politico. L’onorevole Velo, invece, parla di “insuccesso di tanti scettici” e condisce il tutto con un autorevolissimo: #ciaogufi, evidentemente lo stile comunicativo del collega Carbone l’ha contagiata».

I pentastellati invece definiscono «più pacata la reazione del segretario Fabiani che parla di “punto di svolta che attendevamo da tempo, per Piombino e per la siderurgia”. Infine non poteva mancare il commento del consigliere regionale Anselmi che parla di: “Pessima giornata per le apprendiste Cassandre”. Augurandoci che la corsa a salire sul carro dei vincitori sia finita, invitiamo questi autorevoli esponenti a lavorare per ottenere garanzie reali e soprattutto un’accelerazione di tutto l’iter».

«Intanto è bene chiarire che i 28 mesi annunciati da Sms per la realizzazione – prosegue il Movimento – sono imputabili alla costruzione degli impianti e a questo vanno aggiunti i tempi necessari per le opere civili che non sono ancora state appaltate da Aferpi e per le quali ancora mancano tutte le autorizzazioni: Via, Vas, Aia e non ultime le varianti urbanistiche che dovranno passare dal consiglio comunale. Tutte autorizzazioni che richiedono un lungo iter per il loro ottenimento, e impossibili da ottenere in mancanza di una progettazione definitiva. Stando così la situazione la prima colata di acciaio avverrà ben oltre la fine del mandato di Rossi. A questo va aggiunto il fatto che, da quanto abbiamo appreso, è stato versato un anticipo di 2,5 milioni alla firma del contratto, ma ne dovranno essere versati altri 42.5 entro la fine di maggio pena la rescissione dello stesso, per non parlare della mancanza della linea di credito bancaria – è la conclusione – non scontata per un impegno di 500 milioni».

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