Il Tirreno

Aferpi, per la firma con Sms un’altra fumata grigia

di Cristiano Lozito
Aferpi, per la firma con Sms un’altra fumata grigia

Anche ieri tecnici al lavoro sugli allegati del contratto per forno e treno rotaie La sostanza del contenuto approvata da Rebrab, la chiusura attesa per oggi o domani

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PIOMBINO. Un’altra fumata grigia nel percorso verso la firma da parte di Aferpi del contratto di acquisto di forno elettrico e treno rotaie: la sostanza del contenuto – secondo fonti aziendali – è stata approvata dal presidente Issad Rebrab, ma in azienda ieri sono rimasti i tecnici a lavorare sui dettagli inseriti negli allegati al contratto.

Tutto ciò per mettere a fuoco alcuni elementi che facevano parte di un’intesa di fondo raggiunta il mese scorso, di cui andavano chiariti in special modo alcuni degli obblighi dei fornitori, cioè di Sms Demag.

Così la firma attesa per ieri è slittata, e da Aferpi filtra la voce che per la conclusione dell’accordo e la formalizzazione del contratto si andrà a oggi o al più tardi domani.

Cioè il Primo maggio, così che qualcuno maliziosamente ha interpretato questa ipotesi come la volontà di dare un rilievo mediatico ancora maggiore alla firma scegliendo appunto per questo atto conclusivo la festa dei lavoratori.

Ma si tratta appunto di voci, interpretazioni (per riempire un’altra giornata di attesa) che si sono fatte strada tra i sindacalisti che aspettavano – in realtà da giovedì – di essere convocati per l’annuncio ufficiale.

In realtà dall’azienda si fa intendere che tutto è pronto, che non ci sono ostacoli. E che a questo punto c’è solo la questione pratica di mettere insieme per la firma Issad Rebrab, partito giovedì pomeriggio per Parigi, e il ceo della divisione italiana di Sms Demag, Alberto Bregante. Rebrab recentemente aveva promesso la firma entro la fine del mese e vorrebbe appunto chiudere oggi, qualcuno ha ipotizzato anche un incontro con Bregante a questo scopo non a Piombino, ma forse a Roma durante una sosta nel rientro del presidente Cevital in Algeria.

Lo stesso Bregante esattamente un mese fa a Dusseldorf aveva spiegato che il documento siglato quel giorno «fissa già le caratteristiche tecniche degli impianti e il loro costo, ed è funzionale anche alla formalizzazione dell’acquirente delle eventuali linee di credito con istituti di finanziamento».

Della questione del finanziamento peraltro si sta già occupando da tempo l’amministratore delegato, Fausto Azzi, e la firma del contratto con i relativi impegni dell’imprenditore (costituiti da fortissime penali in caso di inadempienze) dovrebbe facilitare l’operazione.

Sms Demag dal canto suo dopo la presentazione del progetto esecutivo, entro la fine di maggio consegnerà l’ingegnerizzazione di dettaglio, così da consentire ad Aferpi di dare il via alle gare per le opere civili e di servizio ai nuovi impianti.

L’impegno reciproco è di concludere le operazioni entro 28 mesi, cioè entro la fine dell’estate del 2018, per riavviare la produzione di acciaio tra dicembre di quell’anno e gennaio del 2019.

Date che metterebbero in sicurezza i dipendenti ex Lucchini (ancora circa 600 sono in cassa integrazione con l’amministrazione straordinaria retta dal commissario Piero Nardi) dal punto di vista degli ammortizzatori sociali, che andranno in scadenza nel giugno del 2019.

Il nuovo forno elettrico Sms Demag (i cui tecnici proseguono lo studio di fattibilità per lo smontaggio dell’altoforno in vista del suo trasferimento in Brasile) prevede una tecnologia di preriscaldo capace di notevoli risparmi energetici e potrà essere alimentato sia col rottame tradizionale che col preridotto. Due le linee di colata continua per la produzione di blumi e billette di qualità, per una capacità produttiva annua del forno di un milione di tonnellate.

Il treno di laminazione che produrrà rotaie di 120 metri, avrà una capacità di 750mila tonnellate annue.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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