Giannoni: «Tanto disagio il 25 Aprile con Parodi»
Il sindaco di Monteverdi scrive al collega suveretano: «Hai fatto un comizio anti Pd, mai visto nulla di simile. Forse è il caso di sospendere il nostro percorso comune»
MONTEVERDI. La celebrazione del 25 Aprile in Val di Cornia lascia sul campo una polemica lettera aperta al sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi.
L’ha scritta e spedita all’interessato Carlo Giannoni, primo cittadino di Monteverdi. Non è una polemica da poco, nella sostanza e nelle conseguenze. Queste ultime, infatti, potrebbero incrinare i finora ottimi rapporti istituzionali tra i due comuni vicini.
Come spesso è accaduto in passato, le manifestazioni ufficiali in Val di Cornia vedono insieme i rappresentanti di alcuni territori confinanti, che a turno si fanno carico dell’organizzazione: così è accaduto anche lunedì 25 Aprile, a Suvereto, dove Giannoni con fascia tricolore e gonfalone di Monteverdi, ha preso posto accanto a Giuliano Parodi, presso il monumento ai Caduti.
«Mi sono sentito profondamente a disagio - scrive Giannoni nella sua lettera aperta - quando il sindaco di Suvereto ha trasformato il suo discorso ufficiale in un vero e proprio comizio: contro il Pd e il governo Renzi e a favore del No al referendum sulle riforme istituzionali. In tanti anni di attiva presenza a queste manifestazioni istituzionali – aggiunge il sindaco di Monteverdi – non mi era mai capitato di ascoltare nulla di simile. La festa della Liberazione è festa di unità e di rispetto del pluralismo delle idee, è festa democratica appunto, e non può essere trasformata in un’occasione di propaganda politica di una parte contro altre parti. Le battaglie politiche, collega sindaco di Suvereto – prosegue Giannoni – non mi fanno difetto nei molti anni di amministratore pubblico, ma si combattono in altre sedi, in altre occasioni. La festa della Libertà è proprio il contrario di ciò che è accaduto il 25 Aprile a Suvereto».
Il sindaco Giannoni dice ancora di essere stato tentato di lasciare la manifestazione di Suvereto prima della conclusione, ma per rispetto del ruolo che la comunità monteverdina gli ha affidato a rappresentarla tutta intera, ha mandato giù il boccone amaro restando fino al termine del “discorso-comizio” di Parodi.
La vicenda, come si accennava, potrebbe avere delle conseguenze. Le prospetta lo stesso Giannoni nelle ultime righe della sua lettera aperta: «Riflettendo sull’accaduto – scrive il sindaco di Monteverdi – se permangono questi toni e soprattutto questo modo diverso di leggere il significato storico e culturale di queste manifestazioni, forse sarà il caso di sospendere il percorso fatto fino a oggi insieme. E questo mi dispiacerebbe».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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