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Una mostra di Durand per salvare la chiesina
A Sant’Ilario l’esposizione del litografo che fu vicino ad Anatoly Demidov Gli incassi serviranno a restaurare le opere d’arte nel luogo di culto
SANT'ILARIO. Una mostra sulle chiese toscane nelle incisioni di André Durand. L’obiettivo è raccogliere fondi necessari alla restaurazione e ristrutturazione della locale chiesa santilariese.
L'hanno organizzata (l'inaugurazione è avvenuta la settimana scorsa) i responsabili del comitato Pro chiesa di Sant'Ilario e porta il titolo “Le chiese della Toscana nelle incisioni di Andre' Durand”.
«La nostra esposizione rappresenta un'occasione – ha detto Giorgio Giusti, presidente del comitato locale – per divulgare la conoscenza del grande litografo, noto per le sue incisioni dei monumenti più importanti della Toscana. Esse fanno parte della raccolta “La Toscane, Album Pittoresque et archeologique”, edita a Parigi nel 1863 da Lemercier. «Il grande litografo André Durand – ha continuato il presidente Giorgio Giusti – deve il suo successo a un personaggio molto legato alla storia dell’isola d’Elba, il principe di San Donato, Anatoly Demidov, grande appassionato di Napoleone e imparentato con lui avendo sposato Matilde Bonaparte, nipote dell'Imperatore». In questa raccolta l'incisore Durand ha riportato i rilievi del suo viaggio (1840-48), nei centri più importanti della Russia, ma anche del suo passaggio a le Havre, Amburgo, Lubecca, in preziose tavole molto ricercate dai collezionisti di stampe antiche. Inoltre la raccolta del Durand riguardante la Toscana pittoresca e archeologica fu commissionata dallo stesso Demidov, proprio per il suo legame con la Toscana e l'Elba napoleonica.
«L’ampia raccolta di incisioni – ha aggiunto il presidente del comitato pro chiesa di Sant'Ilario – inizia proprio con un omaggio all'Elba ed in particolare a Portoferraio, residenza dell'Imperatore durante il suo breve soggiorno elbano».
«Scopo della mostra - ha detto Giusti - è quello di stimolare negli appassionati locali e nei numerosi turisti, il desiderio di visitare l'antico borgo di Sant'Ilario, ricco di storia e tradizioni, con le sue viuzze fiorite, le vecchie porte di accesso al paese, la sua antica chiesa, inglobata nella antica fortezza, con il suo caratteristico campanile pentagonale e la sua incantevole piazzetta prospiciente la chiesa. Attendiamo fiduciosi l'arrivo degli appassionati visitatori con la speranza - ha concluso - che possano lasciare, oltre alla firma sul registro dei visitatori e piccolo contributo al Comitato pro Chiesa, necessario per finanziare i lavori di restauro dei capolavori artistici qui contenuti».
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