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Suvereto, il consiglio contro la riforma della Costituzione
SUVERETO. Il consiglio comunale di Suvereto contro la riforma costituzionale. «Il sindaco Parodi durante la celebrazione del 25 aprile - si legge in una nota del Comune - ha parlato della...
SUVERETO. Il consiglio comunale di Suvereto contro la riforma costituzionale.
«Il sindaco Parodi durante la celebrazione del 25 aprile - si legge in una nota del Comune - ha parlato della costituzione e non a titolo personale, ma facendosi portavoce della posizione già espressa dal consiglio comunale di Suvereto che il 29 marzo scorso ha approvato un ordine del giorno in difesa della Costituzione e ha lanciato l’allarme contro la deriva autoritaria rappresentata dalle modifiche costituzionali volute dal Governo e approvate in via definitiva dal Parlamento. Tali modifiche – afferma l’ordine del giorno– combinandosi con la legge elettorale Italicum andranno a stravolgere l’ordinamento dello Stato democratico, entrando in contrasto con gli stessi principi fondamentali della Costituzione e incidendo profondamente sui diritti costituzionali dei cittadini italiani. Il documento viene dopo analoghe prese di posizione da parte di altri consigli comunali tra cui quello di Pisa e quello di Vecchiano. Il consigliere Simone Donnoli ha illustrato i punti salienti della riforma, che prevede una riduzione dell’importanza del Senato, non più eletto a suffragio universale, stravolge il procedimento legislativo con un iter preferenziale per i provvedimenti del governo e una perdita di ruolo del Parlamento. Vengono inoltre cambiate le modalità di elezione del presidente della Repubblica e della Corte costituzionale, indebolendone il ruolo di garanzia. Sono abolite le province e ridotto il ruolo delle Regioni. Risulta modificato anche l’istituto dei referendum e vengono resi più difficili gli altri strumenti di partecipazione dei cittadini. «Con la scusa del risparmio e della semplificazione – ha detto Donnoli – si sta portando avanti un progetto di smantellamento dello Stato democratico e una forte diminuzione della rappresentanza dei cittadini».
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