La celebrazione autogestita della Festa di Liberazione
Portoferraio: oltre cento cittadini si sono radunati all'Alto Fondale. Nessuna bandiera di partito, solo le note di Bella Ciao e l'inno di Mameli
PORTOFERRAIO. Il momento clou del 25 Aprile portoferraiese è stato senza dubbio l’evento nato spontaneamente, grazie al passaparola sui social network, organizzato da un gruppo di cittadini che alle 10,30 si sono radunati ai piedi del monumento in onore di Ilario Zambelli.
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Oltre un centinaio di persone, nessuna bandiera di partiti, ma solo una della pace e un tricolore. Ai piedi del monumento di Zambelli è stato deposto un mazzo di fiori, con l’accompagnamento della musica suonata da alcuni membri della Filarmonica Pietri che si sono presentati in borghese e hanno scandito il ritmo della manifestazione.
Dopo il “Silenzio”, i musicisti hanno intonato “Bella Ciao”, cantata dai cittadini presenti. Subito dopo è stata la volta dell’inno di Mameli. Gli applausi hanno chiuso la cerimonia autogestita. Un modo anticonvenzionale per festeggiare una festa nazionale che, almeno in teoria, dovrebbe essere di tutti i cittadini. Anche a Portoferraio.
La celebrazione della festa della Liberazione a Portoferraio, quest'anno, è stata segnata infatti dalle polemiche emerse in questi giorni, dovute alla decisione da parte della giunta guidata da Mario Ferrari di non organizzare una cerimonia ufficiale per la prima volta dopo tantissimi anni. Una scelta che ha scatenato le proteste di cittadini e associazioni e, probabilmente, ha avuto anche un effetto benefico. Sì perché le persone presenti alla manifestazione autogestita erano molte di più rispetto alle cerimonie ufficiali degli scorsi anni.
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