«Aferpi mostri le risorse finanziarie»
“Minoranza sindacale” scettica sui nuovi impegni presi da Rebrab
PIOMBINO. Oggi è il secondo anniversario dello spegnimento dell’altoforno, che il gruppo “Minoranza sindacale-Camping Cig” vuol ricordare organizzando un presidio in piazza Verdi, dalle 18 alle 23. Sarà allestita anche una mostra per ricordare gli avvenimenti della vicenda Lucchini, da allora ad oggi. Alle 23 il presidio parteciperà all’iniziativa “Bella ciao, cantiamola in piazza”.
Intanto il gruppo esprime tutto il suo scetticismo sull’operazione Aferpi, «con la capitalizzazione largamente inferiore a quanto servirebbe per rappresentare una garanzia, e i treni di laminazione che marciano a singhiozzo perché la società non ha abbastanza circolante per pagare i semilavorati necessari».
«Intanto i 205 lavoratori assunti ad aprile – sostiene “Minoranza sindacale” – sono stati avvisati che non faranno neanche un giorno di lavoro: in realtà la loro iscrizione nell’organico Aferpi serviva solo a non perdere gli aiuti statali al pagamento dei salari».
«E dove sono le risorse finanziarie che soddisferanno la Demag – prosegue polemicamente il gruppo – che permetteranno ad Aferpi di concretizzare l’acquisto, al di là di un paio di firme? E dove sono le risorse per completare il piano di investimenti per l'acciaieria? Perché il solo forno (ma non dovevano essere due?) non basta: servono le stazioni di affinamento, le colate continue, i parchi di stoccaggio, linee elettriche, idriche, per i gas, stradali, ferroviarie…. E le risorse per il progetto agroindustriale dove sono? E ancora: dove sono le richieste di autorizzazione, i programmi, i cronogrammi, le richieste di manifestazione di interesse per realizzare le indispensabili bonifiche dei terreni dove dovranno sorgere i nuovi impianti? E i soldi per farle?».
«Se non verrà presentato un cronoprogramma dettagliato – è la posizione di “Minoranza sindacale – che comprenda piano e tempi per le bonifiche, piani e tempi per le installazioni siderurgiche, piani e tempi per l’insediamento agroindustriale, vorrà dire che ancora una volta di fumo si tratta, e di un insulto all’intelligenza dei cittadini e dei lavoratori di Piombino».
«Per parte nostra – è la conclusione – continueremo a porre questioni, a batterci contro la svendita del territorio, perché le bonifiche vengano fatte con criteri di efficacia e soprattutto di trasparenza, a lavorare per un coordinamento di tutte le realtà siderurgiche italiane per rivendicare che il Governo si faccia carico di una politica per la siderurgia nazionale, a batterci perché vengano istituite forme di sostegno al reddito per i lavoratori espulsi dai processi produttivi».
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