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Scontro tra il M5S e Anselmi (Pd) sulla sanità elbana

PORTOFERRAIO. Il Consiglio regionale ha bocciato la mozione del Movimento 5 Stelle per mantenere l’ospedale di Portoferraio come presidio ospedaliero di base. 18 i voti contrari, 12 i favorevoli,...

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PORTOFERRAIO. Il Consiglio regionale ha bocciato la mozione del Movimento 5 Stelle per mantenere l’ospedale di Portoferraio come presidio ospedaliero di base. 18 i voti contrari, 12 i favorevoli, determinante il no del gruppo consiliare Pd nella seduta consiliare dello scorso 19 aprile.

«Vi assumete una responsabilità enorme con questa scelta. Se avvenisse qualcosa di drammatico nell’Isola, a seguito di questa scelta il servizio sanitario potrebbe rivelarsi inadeguato a rispondere», ha detto Andrea Quartini, consigliere regionale capogruppo M5S primo firmatario della proposta, rivolto ai banchi del Pd.

Il dibattito in consiglio regionale è rimbalzato fino all'isola, dove il tema della sanità è particolarmente sentito. «All’Elba si passa da circa 2-2,3 posti letto per mille abitanti d’inverno a 0,2 posti letto per mille abitanti d’estate - ha spiegato Quartini - Durante l’approvazione della riforma sanitaria il Pd aveva detto di voler far attenzione alle zone disagiate: se non si fa attenzione all’Elba a chi si dovrebbe fare attenzione? Tra l’altro la nostra proposta è coerente con gli atti di indirizzo del consiglio e lo stesso decreto Balduzzi, che suggerisce la deroga per questi casi. Davvero col cuore provo a dirvi: proviamo a salvaguardare questi cittadini. Altrimenti elbani e turisti dell’Isola d’Elba diventerebbero a tutti gli effetti cittadini di serie zeta», ha concluso Quartini prima della votazione.

La replica di Anselmi. A rispondere a Quartini è il consigliere regionale del Pd, Gianni Anselmi. «Solo un osservatore in malafede o molto poco attento può pensare che il gruppo del PD, il governo regionale ed il sottoscritto, come rappresentante del territorio in Consiglio, intendano penalizzare il presidio e il sistema socio-sanitario elbano che, al contrario, come è noto, è oggetto di attenzione continua. Cosa peraltro già dimostrata negli atti legislativi, con la scelta della zona-distretto autonoma dell'Elba (unica zona della Regione sottratta alla riforma delle zone) e che presto lo sarà anche negli atti di programmazione. È evidente che il passo nuovo impresso dalla Regione sull’Isola, sia in termini di presenza sul territorio che sui problemi della sanità, dei collegamenti marittimi ed aeroportuali, del turismo, della semplificazione istituzionale, dei beni culturali e ambientali metta in imbarazzo chi non vi era abituato e anche coloro che fondano il proprio profilo politico e civico su un presunto disinteresse dell’istituzione regionale verso il territorio». Secondo il consigliere regionale in quota Pd «stare dalla parte dell'Elba non significa civettare con il disagio da posizioni di minoranza, che notoriamente esonerano da assunzioni di responsabilità, proponendo soluzioni oniriche e piantando bandierine ideologiche. E neanche solleticare strumentalmente istinti di rivendicazione oggettivamente non assecondabili. Questo non è difendere e supportare l'Elba, è usarla. L'ospedale di Portoferraio non deve corrispondere ad aride classificazioni di legge che non rispondono di per sé ai bisogni effettivi ma piuttosto deve essere posto nella condizione di aderire in modo appropriato ai bisogni della popolazione residente, di reagire adeguatamente alle pressioni stagionali e di avere dotazioni strumentali e umane conformi alla specificità insulare soprattutto nel settore dell’emergenza-urgenza».

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