Il Tirreno

Asiu torna ad avere il bilancio in attivo

di Guido Fiorini
Asiu torna ad avere il bilancio in attivo

Più 140.000 euro a fronte del meno 760.000 del 2014. Caramassi: «Nessuna magia, abbiamo solo fatto i progetti»

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PIOMBINO. Dopo anni Asiu chiude un bilancio con il segno più: l’utile al netto delle tasse del 2015 è di circa 140mila euro. Nel 2014 la perdita era di 760mila euro.

Il bilancio è stato approvato nei giorni scorsi dal Cda e già presentato alla commissione ambiente del Comune. Il prossimo 29 di aprile sarà sottoposto all’assemblea dei soci, cioè ai Comuni.

Quindi si procederà nei progetti per le discariche, è in corso l’iter per avere le autorizzazioni, e per Rimateria, con la vendita di parte delle quote (o tutte) ora nel portafoglio di Asiu (il 75,1%, il 24,9% sono della ex Lucchini, ndr). L’ultimo atto del mandato di Valerio Caramassi, consigliere di Asiu e presidente di Rimateria, sarà la confluenza di Asiu in Rimateria e la contemporanea messa in liquidazione di Asiu.

Caramassi, come è stato possibile arrivare ad un bilancio positivo?

«Nessuna magia. L'elaborazione del progetto esecutivo di riqualificazione delle discariche (che è stato validato dalle banche) ha permesso di procedere verso la richiesta di autorizzazione da una parte, e fare da garanzia per l'ingresso di Sei Toscana, dall'altra. Adesso siamo concentrati sull’acquisizione delle autorizzazioni, contiamo di averle entro l’estate, e alla modifica del progetto di bonifica della Li53, la discarica abusiva».

E Rimateria? A che punto siete?

«Andiamo avanti spediti. Il prossimo 29 aprile approveremo, in assemblea dei soci, il piano industriale. E il 10 maggio incontreremo le banche per illustrarlo, a seguire il giorno successivo incontreremo i soggetti potenzialmente interessati all’acquisto di quote. Ci sono già aziende, alcune delle quali di rilievo, che si sono informate».

Le quote sono quel 75,1% in portafoglio di Asiu. Le venderete tutte?

«Dipenderà da cosa ci sarà scritto nel decreto Madìa, in uscita fra poche settimane. Credo che, come spesso accade, ci sarà scritto tutto e il contrario di tutto, quindi alla fine la scelta dovrà esser fatta dalla proprietà, quindi dai Comuni. La mia opinione è che non dovremmo venderle tutte, ma solo in parte, il 65%, così che resti una parte al pubblico, per una sorta di controllo. Ma così la vedo io, alla fine saranno i sindaci a decidere. Poi Asiu dovrà confluire in Rimateria e sarà infine messa in liquidazione. Sono passaggi complicati a livello burocratico».

Certo Rimateria è strategico per il territorio. Eppure l’impressione è che la politica non sia così “innamorata” del progetto. Anzi.

«Non sta a me dirlo questo, io ho un mandato preciso e lo porto avanti, molti risultati sono già arrivati. Il 2016 sarà comunque l’anno decisivo, se alla fine i progetti non avranno le gambe, ne prenderò atto. Certo Rimateria ha tutto per essere lo strumento per la gestione dei flussi di materia in quest’area. Quelli esistenti e quelli futuri».

Tempo fa ha incontrato tutti i sindacati della zona, compresi quelli dei cavatori. Il progetto investe molti settori.

«Anche qui serve di nuovo chiarezza, perché ho letto tante cose errate. Ci sono cave a Campiglia che estraggono un materiale (il microcristallino, ndr) che è fondamentale per una larga fetta dell’industria toscana e che non è in alcun modo sostituibile dal nostro prodotto. Noi con Rimateria produciamo un “misto cementato” che può andar bene per i riempimenti, penso per esempio alle opere portuali. Abbiamo un’enorme quantità di rifiuti già ammassati che possono essere trasformati, sia nella Li53 che in quei 32 ettari che furono sequestrati nel 2007 dalla Finanza. Inoltre altri rifiuti riciclabili, si spera, arriveranno dalla ripartenza delle acciaierie».

E i rifiuti non riciclabili? Il forno elettrico di Aferpi produrrà migliaia di tonnellate anche di quelli.

«E possiamo gestirli noi, smaltendoli in sicurezza. Credo sia meglio delle scelte fatte finora, cioè farne delle collinette al vento. Insomma, possiamo essere una soluzione sia per il passato, sia per il futuro. E senza costi di trasporto aggiuntivi, visto che l’impianto è a fianco delle discariche».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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