Il Tirreno

Avvisi di garanzia ai vertici di Asiu

di Guido Fiorini
Avvisi di garanzia ai vertici di Asiu

Controlli della Forestale: rifiuti da differenziare nell’indifferenziata. Coinvolti anche un quadro e due operai

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PIOMBINO. La Procura della Repubblica di Livorno ha inviato cinque avvisi di garanzia per due carichi di rifiuti in arrivo alla discarica cittadina e controllati dal Corpo Forestale il cinque aprile scorso, il giorno successivo al blitz effettuato in Aferpi.

Gli avvisi di garanzia, a firma del sostituto procuratore Massimo Mannucci, sono arrivati lunedì 11 e sono per il presidente di Asiu, Barbara Del Seppia, per il consigliere Valerio Caramassi, per un quadro della società e anche per due operai, quelli che materialmente si occupavano dei due trasporti verificati a Ischia di Crociano.

All’azienda viene contestato che nei due carichi controllati, di rifiuti urbani indifferenziati, quindi quelli prelevati dai cassonetti, c’erano materiali che sarebbero dovuti essere oggetto di differenziata. Da questo, a cascata, vengono ipotizzati anche i reati di “trasporto illecito” e di “gestione non autorizzata” della discarica.

È stata la stessa azienda a comunicare l’arrivo degli avvisi di garanzia con un comunicato.

«Nella giornata di martedì 5 agenti del Corpo forestale - si legge - hanno fatto un sopralluogo alla discarica di Ischia di Crociano gestita da Asiu Spa. Durante il sopralluogo venivano sequestrati due carichi di rifiuti in ingresso sulla base degli articoli 181 c.1 (raccolta differenziata); 256 c.1 lettera b (gestione non autorizzata) e 259 (traffico illecito di rifiuti) del Dlgs 152/2006 (poi in parte modificato dal dlgs 205/2010, ndr). Nei verbali veniva contestata la presenza “di rifiuti di pezzatura variabile, legno, teloni in plastica, borsa da signora, un manicotto, una rete metallica con doghe in legno, tubi in polietilene ecc….”. Su queste basi la Procura della Repubblica, in data 11 ha inviato avvisi di garanzia ai rappresentanti legali dell’azienda. L’azienda si è dichiarata tranquilla di poter dimostrare la propria assoluta estraneità ai capi di imputazione».

Tutto nasce, dunque, da un sopralluogo fatto alla discarica di Ischia di Crociano dalla Forestale. Sono stati fermati due camion di rifiuti in ingresso, di Sei Toscana, che portavano rifiuti urbani raccolti nei vari cassonetti cittadini. È stato chiesto di scaricare, quindi è stato verificato il contenuto. Ed è emerso che, in mezzo alla indifferenziata, c’erano anche materiali che dovrebbero finire nella raccolta differenziata.

Ed è proprio su questo che si basa la certezza di Asiu di non avere responsabilità su quanto accaduto. Come peraltro il gestore della raccolta. L’articolo 181 del testo unico sull’ambiente, infatti, non impone il 100% di differenziata, ma fissa dei livelli da raggiungere, nel tempo, poi aumentati con il dlgs 205/2010. Certo i Comuni, in particolare in Val di Cornia, sono ben lontani dal traguardo, e per questo pagano la “ecotassa”, ma è difficile comprendere come possa, chi svuota i cassonetti e chi accoglie i rifiuti in discarica, capire cosa c’è dentro a spazzatura “indifferenziata”. Se un cittadino, ad esempio, mette nel sacchetto medicine scadute, o una siringa (rifiuto pericoloso), chi svuota il cassonetto con un mezzo meccanico che strumenti ha per capirlo? Lo stesso vale se si buttano nel cassonetto i pezzi di un vecchio mobile o magari le pile esaurite.

Ecco che, nel caso, i primi responsabili sarebbero coloro che non differenziano, in solido con i Comuni che non controllano cosa viene gettato nel cassonetto, e che, comunque, non hanno ancora gli strumenti per una differenziata spinta. E c’è anche una componente di incivilità, perché i raccoglitori per gli ingombranti, i medicinali e le batterie in città ci sono.Il trasporto illecito nasce invece dal fatto che i camion per l’indifferenziata trasportavano materiali per la differenziata e, di conseguenza, anche la “gestione non autorizzata” della discarica. Oltre ai vertici della società, “avvisati” in quanto legali rappresentanti, sono così finiti nel mirino della Procura anche coloro che materialmente si sono occupati dei due trasporti, un quadro della società e due operai.

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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