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«Ma questo è solo un caso di follia»
Il direttore Galli: i piombinesi non devono perdere la fiducia nel loro ospedale
PIOMBINO. «Ai piombinesi dico che siamo addolorati per quanto è accaduto, ma anche che la fiducia nel loro ospedale non deve venir meno. Perché un episodio di natura criminale non può essere scambiato per malasanità».
Irio Galli, direttore sanitario di Villamarina, prova a riportare un po’ di serenità dopo lo shock causato dall’arresto di Fausta Bonino, accusata di aver ucciso 13 pazienti dell’ospedale.
Dottor Galli, perché dopo quel che è successo i piombinesi dovrebbero aver fiducia nella sanità pubblica?
«Guardi, abbiamo affrontato questo caso col massimo impegno, ci siamo affidati a vari laboratori, abbiamo costituito un gruppo di esperti del settore, e la collaborazione con i carabinieri dei Nas alla fine ha dato i suoi frutti, così da interrompere la lista dei decessi. Ripeto, il sistema ha funzionato, per questo abbiamo scoperto cosa era successo. Inoltre posso dire che solo un miracolo avrebbe potuto evitare quanto è successo».
Che significa?
«Che si è trattato di un caso di follia, assolutamente unico quanto complesso da decifrare. Appena abbiamo capito, a gennaio del 2015, che c’era qualcosa che non andava ci siamo mossi. Non essendo ipotizzabile un reato, in quella fase, abbiamo cercato spiegazioni cliniche e scientifiche».
Se come è poi emerso le morti sono avvenute sempre, un solo caso escluso, per la somministrazione di eparina in dosi massicce, perché è servito così tanto tempo per arrivare alle conclusioni?
«C’erano molti dubbi, perché spesso questi pazienti, alcuni molto anziani, facevano uso di anticoagulanti a basso peso molecolare, e comunque a posteriori l’eparina è una sostanza non facile da riscontrare».
Comunque è passato del tempo dal primo caso che avere scoperto, e da allora ci sono stati altri decessi...
«Purtroppo questo non fa che dimostrare come si trattasse di un caso unico e complicatissimo».
Ma l’eparina che si presume sia stata usata per uccidere i pazienti, è a portata di mano nel reparto?
«Intanto non sappiamo dove sia stata presa, comunque si tratta di un farmaco di uso frequente e per questo non esiste un registro ».
Gli investigatori sostengono che Fausta Bonino soffrisse di seri problemi psicologici...
«Non eravamo assolutamente a conoscenza di problemi di questo tipo».
Dottor Galli, come si riparte dopo quanto è successo?
«Con l’impegno di tutti, che non è mai venuto meno, perché il lavoro deve continuare al meglio. Oggi abbiamo fatto una riunione di tutti i coordinatori e i primari: siamo convinti che questo ospedale fornisce un servizio di qualità, con ottimi professionisti che sanno far bene il proprio lavoro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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