Italia
Aeroporto, senza Intersky una stagione in sofferenza
Il fallimento della società priva lo scalo dei voli con Monaco e Zurigo Boccardo: «Fase delicata per cause esterne all’Elba, ma torneremo a crescere»
CAMPO NELL’ELBA. Venticinque partenze settimanali, collegamenti internazionali con Berna e con Sion. Voli confermati con Pisa, Firenze e Milano. Eppure - è inutile nasconderlo - l’aeroporto dell’isola d’Elba si appresta a vivere una stagione di grande sofferenza, a causa della voragine creatasi nella programmazione estiva in seguito al fallimento della compagnia austriaca Intersky che garantiva collegamenti con Friedrichshafen, Monaco e Zurigo e serviva una fetta di clientela particolarmente affezionata all’isola d’Elba.
In queste ore Alatoscana, la società che gestisce lo scalo della Pila, ha pubblicato gli orari estivi (dal 15 aprile al 15 ottobre). L’obiettivo è chiaro: limitare i danni il più possibile nel 2016 e lavorare sodo per ripartire nel 2017, tessendo nuove trame e accordi commerciali per colmare il vuoto lasciato da Intersky e portando a termine il tanto atteso lavoro di allungamento della pista, indispensabile per riaccendere l’interesse delle varie compagnie aree per lo scalo elbano.
«La società Alatoscana ha marciato in modo spedito in questi anni, l’attività dell’aeroporto è cresciuta sensibilmente anche grazie al consolidamento dei voli di continuità territoriale con Pisa, Firenze e Milano – spiega l’amministratore unico di Alatoscana, Claudio Boccardo – ma questo imprevisto di Intersky, dovuto a dinamiche estranee all’Elba, ci crea dei problemi e ci ha imposto uno stop». Mai come quest’anno il momento è delicato per Alatoscana e per il futuro dell’aeroporto dell’isola d’Elba, alle prese con problemi di mercato e con le difficoltà procedurali relative al tanto atteso potenziamento dell’infrastruttura.
Il programma 2016. Venticinque partenze dall’aeroporto dell’Elba e altrettanti arrivi. In tutto saranno tre le compagnie aeree attive sullo scalo. Tra queste c’è Silver Air, che continuerà a garantire i voli di continuità territoriale con Pisa (cinque coppie di voli settimanali), Firenze (1 coppia di voli) e Milano Linate (2). La compagnia ceca garantirà anche due collegamenti (il giovedì e la domenica) con l’aeroporto di Lugano.
La compagnia Skywork coprirà i collegamenti con l’aeroporto di Berna con cinque coppie di voli (il collegamento è stato rafforzato rispetto al 2016), mentre la società Air Glaciers garantirà dieci coppie di voli tra l’Elba e gli aeroporti svizzeri di Sion e Les Eplatures (La Chaux-de-Fonds). È innegabile che la defezione di Intersky, compagnia particolarmente dinamica in questi anni, incida sia in termini quantitativi (7-8 voli in meno) che per varietà di destinazioni: con il fallimento della società austriaca, infatti, vengono meno collegamenti importanti con Zurigo, Monaco di Baviera e Friedrichshafen.
«Non escludo che lo schema orario possa essere modificato con qualche volo aggiuntivo – fa sapere Boccardo – ma l’impostazione è questa. Purtroppo il fallimento di Intersky è avvenuto quando i contatti con le compagnie e i tour operator erano già in fase avanzata. Non c’è stato il tempo materiale per reclutare delle compagnie alternative a Intersky. Con alcune erano stati avviati dei ragionamenti per dei voli su Zurigo e Monaco, ma le compagnie pretendevano garanzie commerciali che l’aeroporto per le sue funzioni non era in grado di fornire. Per far fronte al vuoto abbiamo cercato di intensificare i collegamenti con la Svizzera e i voli nazionali. Contiamo che il collegamento con Berna possa recuperare parte dei passeggeri che arrivavano da Zurigo, poi contiamo che i collegamenti interni (tra questi il volo di Skywork Monaco - Berna ndr) possano servire a recuperare qualcosa».
La testa al 2017. «Il mercato per l’aeroporto dell’Elba c’era e c’è ancora, è solo che dovremo muoverci per andarlo a catturare. E dovremo farlo tutti assieme».
L’amministratore Boccardo è consapevole del momento delicato per lo scalo elbano e ancora una volta chiede all’isola, a partire dagli albergatori, alle amministrazioni fino ai tour operator, di fare sistema. Insomma, per riprendere un minimo di inerzia l’aeroporto dell’isola ha bisogno di un allineamento di almeno tre fattori, tutti legati tra loro: l’interesse delle compagnie di navigazione, l’ampliamento dell’infrastruttura e il via libera “tecnico” per accogliere vettori più grandi (da 70 posti) o che comunque, per caratteristiche, hanno bisogno di una pista più lunga per poter operare. «Noi stiamo portando avanti la parte tecnica, necessaria per ottenere le autorizzazioni e nei prossimi giorni presenteremo il progetto esecutivo per l’allungamento della pista – racconta Boccardo – il Comune nel frattempo ha avviato le procedure di esproprio dei terreni. L’obiettivo è avere i terreni a disposizione già da questa estate, in modo da poter avviare l’iter dei lavori. L’obiettivo è avere la pista nuova nel 2017 anche se non nascondiamo quanto il percorso sia complicato e ricco di ostacoli».
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