Il Tirreno

I bus di linea non passano dal ponticino

di Guido Fiorini
I bus di linea non passano dal ponticino

Il Comune rifinanzia la navetta verde. Ma Tiemme pone il problema dei mezzi di linea. E ipotizza: «Mettiamo un semaforo»

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BARATTI. Il Comune ha rifinanziato il servizio navetta per Baratti, l’Ecobarattibus, gestito da Tiemme, con corse fino a Populonia alta. Ma la stessa Tiemme fa presente, in una relazione, che la presenza del ponticino provvisorio, dove il fiume di fango del 28 ottobre ha portato via un bel pezzo di strada, impedisce il passaggio di una serie di corse degli autobus di linea. In sostanza, i mezzi lunghi 12 metri non ci passano. Vengono proposte varie soluzioni, compresa la possibilità di piazzare un semaforo per creare un senso unico alternato. Non ci vuole molto a capire che, nei giorni di maggior afflusso, sarebbe il caos.

Ecobarattibus. Con una delibera dei giorni scorsi la giunta comunale ha approvato l’aumento di spesa per il servizio navetta. Quest’anno costerà all’Amministrazione quasi 9000 euro. Sono state decise alcune varianti rispetto all’anno scorso, come lo spostamento della fermata di Baratti Villini, la realizzazione di una banchina provvisoria per la salita e la discesa e, soprattutto, da qui l’aumento del costo, il potenziamento del servizio nel mese di agosto. Di fatto, dopo la partenza nell’ultimo weekend pasquale, il servizio sarà in funzione sabato e domenica in aprile e maggio (oltre a lunedì 25 aprile), tutti i giorni da giugno al 18 settembre, con aumento delle corse in luglio e agosto, usando due minibus invece di uno (dal 6/8 al 28/8). L’itinerario sarà sempre lo stesso: Caldanelle/Baratti, Poggio all’Agnello, Populonia, Agriturismo Gli Etruschi, con alcune fermate intermedie. Un sopralluogo in questi giorni ha dato il via libera anche al percorso da Reciso a Populonia Alta.

Gli autobus di linea. I problemi vengono fuori con il servizio di linea, cioè con gli autobus più grossi (12 metri) che collegano Piombino con San Vincenzo, Donoratico e viceversa. In sostanza - scrive Tiemme nella relazione - “Per alcuni di questi, in particolare per 6 passaggi di autobus lunghi nei giorni feriali e 3 nei giorni festivi che attualmente prevedono il percorso all’interno di Baratti fino a Casone (dove effettuano l’inversione), viene ravvisata la necessità di analizzare tutte le possibili alternative, in modo da garantire comunque il collegamento con la località turistica, e allo stesso modo disincentivare l’utilizzo del mezzo privato in questa area”. Le soluzioni, però, sono tutt’altro che semplici: 1) creazione di un’area di manovra all’interno del parcheggio di Caldanelle, in modo da realizzare la coincidenza con la navetta verde, ma servono interventi per l’entrata e l’uscita; 2) spostare le fermate attualmente presenti al bivio di Baratti, in modo da non creare deviazioni di alcun tipo ai bus in transito, e nello stesso tempo mettere questi bus in coincidenza con la navetta verde. Questa soluzione, che prevede l’autorizzazione della Provincia di Livorno (proprietaria della strada), sembrerebbe realistica per la fermata in direzione Piombino, ma meno praticabile per quella in direzione San Vincenzo, per mancanza di una banchina che consenta la fermata in totale sicurezza; 3) ultima ipotesi è quella di piazzare un semaforo nei pressi della strettoia a Baratti, in modo da consentire una viabilità a senso alternato che eviti ingombri e incolonnamenti difficili da gestire in presenza di autobus da 12 mt. “Questa soluzione - scrive Tiemme - risolverebbe la problematica della strettoia per qualsiasi bus che si immette a Baratti”. E magari creerebbe qualche coda...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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