Contributo di sbarco, intesa tra i sindaci
La fumata bianca è arrivata: sì alle opere comprensoriali, la Gat resta a Capoliveri. Mercoledì la ratifica dell’accordo
PORTOFERRAIO. La fumata bianca tanto attesa è arrivata. I sindaci dell’isola d’Elba hanno raggiunto un accordo di massima sull’istituzione e l’applicazione del contributo di sbarco, uscendo così dal vicolo cieco istituzionale in cui si erano cacciati in seguito alla lunga serie di liti e riunioni terminate con un nulla di fatto.
«L’accordo, di fatto, c’è già – ha annunciato il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, uscito dalla riunione con i colleghi (assenti giustificati Porto Azzurro e Rio Elba) – ora si tratta di limare gli ultimi dettagli nella prossima riunione che si terrà mercoledì. Il confronto di oggi è stato sereno e molto proficuo». «Abbiamo trovato una mediazione – ha aggiunto il collega di Capoliveri Ruggero Barbetti – che accontenta le aspirazioni e le richieste di tutti i Comuni. Abbiamo trovato un’intesa per quest’anno che tuttavia può essere una base anche per la gestione del contributo nei prossimi anni».
L’accordo.
Il clima rilassato al termine della riunione è la prima notizia della giornata, vista la tensione e le molte liti di questi ultimi giorni. I sindaci dell’isola hanno concordato una base di accordo che sarà limata ulteriormente mercoledì prossimo, quando l’intesa dovrà essere ratificata dalla consulta dei sindaci. A quel punto i consigli comunali potranno approvare il nuovo regolamento e le compagnie potranno tornare a riscuotere il gettito, dopo lo stop impresso oltre due settimane fa con la delibera del Comune di Capoliveri che, di fatto, aveva revocato il regolamento sul contributo e sospeso gli atti relativi alla vecchia imposta di sbarco.
Ma in che cosa consiste il nuovo accordo? La quota di prelievo del contributo di sbarco resterà bloccata per il momento a 1,50 euro a passeggero, in attesa del parere della Corte dei conti che si esprimerà sulla possibilità di poter aumentare o meno la quota a 2,50 euro. Quando saranno sciolti questi dubbi il contributo sarà portato a 2,50 euro e l’accordo perderà il suo carattere di transitorietà e potrà diventare definitivo.
La distribuzione.
Il gettito del contributo di sbarco sarà suddiviso - questa è la prima certezza - in tre parti. La prima parte, cospicua, andrà alla Gestione associata del turismo che resta a Capoliveri, la seconda sarà suddivisa tra i Comuni e la terza sarà impiegata per opere comprensoriali, punto richiesto soprattutto da Portoferraio, Campo e Rio Marina.
I sindaci non si sono sbilanciati sulle cifre che dovranno essere affinate nella riunione di mercoledì, ma una base su cui lavorare c’è già. Alla Gestione associata del turismo, con il contributo a 1,50 euro, dovrebbero andare nel 2016 circa 540mila euro, pari al 35% del gettito stimato. Per quest’anno il 10% del gettito (circa 140mila euro) sarà destinato in modo vincolato alla realizzazione di opere comprensoriali. Della realizzazione delle opere comprensoriali se ne occuperà presumibilmente una nuova gestione associata che opererà in parallelo alla Gat, con Portoferraio favorito nell’esercitare il ruolo di capofila. Anche di questo si parlerà ancora nella riunione cruciale che si terrà il prossimo mercoledì.
La quota più importante del gettito, il 55% (circa 740mila euro), andrà invece ai Comuni in quote da circa 82mila euro ciascuno con l’eccezione di Portoferraio che riceverà il doppio (circa 165mila euro). La ripartizione fa riferimento a una stima di circa 950mila passeggeri. Con il passaggio a una quota di prelievo di 2,50 euro (anche in questo caso la discussione sui numeri è ancora in atto) non ci si dovrebbe allontanare troppo da questa suddivisione: 40% ai Comuni, 40% al turismo e 20% alle opere comprensoriali.
Nuovi equilibri nella consulta.
L’intesa tra i sindaci elbani non si limita alla ripartizione del gettito ottenuto con il nuovo contributo di sbarco.
I sindaci hanno trovato una quadra anche sul peso che i vari Comuni eserciteranno all’interno della consulta dei sindaci.
Anche su questo punto un’intesa definitiva non c’è ancora, ma è molto probabile che il metodo della ponderazione venga accantonato: ciascun Comune, di conseguenza, eserciterebbe un voto, con l’eccezione anche in questo caso di Portoferraio, il cui voto avrebbe un valore doppio. Le decisioni all’interno della consulta dei sindaci sarebbero prese a maggioranza (servirà a tale proposito l’accordo tra cinque sindaci o tra sindaci più Portoferraio). L’ultimo aspetto dibattuto ha riguardato le modalità con le quali il gettito viene distribuito dalle compagnie di navigazione ai Comuni. Con l’imposta di sbarco le compagnie versavano a Capoliveri tutto il denaro riscosso, quindi il Comune ripartiva i soldi in parte alla Gestione associata, in parte alle casse dei Comuni. Adesso, invece, saranno le compagnie a dividere quanto riscosso nelle diverse quote e versarle ai Comuni.
Insomma, il punto di equilibrio, seppur con immane fatica, è stato trovato. Ora i Comuni devono solo concretizzare il lavoro svolto e chiudere una pagina grigia. La trattativa sul contributo di sbarco in questi mesi si era trasformata in una prova di forza tra Comuni, dannosa per tutto il sistema Elba.
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