Il Tirreno

Il camping Sant’Albinia sarà messo in vendita

Il consiglio comunale ha approvato il piano con i voti della maggioranza Pasquinelli: «Con 1000 posti letto senza tipologia mano libera a chi compra»

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PIOMBINO. Il campeggio di Sant’Albinia, proprietaria la Piombino patrimoniale, è in vendita. Il consiglio comunale ha approvato la delibera con cui la struttura e i terreni adiacenti, di proprietà del Comune, sono stati inseriti nell’elenco dei beni comunali da alienare.

Le gare per assegnare la sola gestione del camping sono andate a vuoto. Risulta essere stata stralciata, perchè non ritenuta valida, l’unica manifestazione d’interesse pervenuta.

L’insieme ha un valore stimato intorno ai 4 milioni. Le potenzialittà urbanistiche sono grandi.

Il Pip 2002-2012 prevedeva la realizzazione di 1.700 posti letto, per metà in campeggio, per il resto nelle altre tipologie ricettive. Scaduto quello, le previsioni sono state ridotte a mille posti più i servizi, piscina inclusa, e inserite nel nuovo regolamento. Che, però, non specifica in che modo dovrebbero essere articolati.

La delibera è stata presentata dall'assessore alle Finanze Ilvio Camberini ed è stata approvata con i voti di Sinistra per Piombino, Spirito Libero, Pd. Contrari Rifondazione, Un’Altra Piombino, Forza italia Ferrari sindaco, Movimento 5 Stelle. Astenuto Riccardo Gelichi di Ascolta Piombino.

«La decisione di vendere Sant’Albinia deriva dalla necessità di dare impulso alle attività economiche mettendo sul mercato un bene che potrebbe rappresentare una rilevante occasione per attrarre investimenti e favorire lo sviluppo turistico - ha spiegato Camberini - La vendita è comunque quasi una necessità, si tratta infatti di una struttura datata che ha bisogno di manutenzione. Le gestioni che si sono succedute non hanno portato grandi introiti al Comune rendendo difficoltosi eventuali migliorie. Con l'approvazione della delibera si passerà ad una procedura di evidenza pubblica che precederà il bando di gara vero e proprio».

Le perplessità sollevate dalle opposizioni sono state molteplici. A partire dal rischio di una vendita al ribasso per un bene che, comunque, non sarà più nelle disponibilità dell'amministrazione e che quindi potrebbe rappresentare una perdita effettiva. Perplessità anche per la mancanza di una strategia nel settore turistico che aiuti a capire strumenti e prospettive.

Parliamo di un’area di pregio ambientale. Il rischio della cementificazione desta timori. «Altro che stop consumo di territorio, come scrisse Massimo Giuliani nel suo programma, poco dopo l’approvazione, da parte della giunta precedente, di un regolamento che dice altro», commenta il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’indomani della seduta del consiglio. Daniele Pasquinelli spiega che il voto sfavorevole è maturato non tanto per la vendita, quanto per i rischi insiti nell’edificazione. «Mille posti letto sono tanti. Il fatto che il regolamento non precisi la tipologia e non si focalizzino il bilancio idrico nè soluzioni poco impattanti, lascerà mano libera a chi compra», chiude Pasquinelli. (v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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