Il Tirreno

Gianni Anselmi: «No a forzature. Solo l’Elba può decidere»

Gianni Anselmi
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Gianni Anselmi

Il consigliere regionale: metto a disposizione la mia esperienza e gli strumenti della Regione, ma la semplificazione è una scelta dei sindaci

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PORTOFERRAIO. «Qualsiasi tipo di cambiamento deve partire dai sindaci e dai cittadini elbani. Non c’è da parte mia, tanto meno dalla Regione, la volontà di forzare una decisione». È un concetto chiaro quello espresso da Gianni Anselmi, consigliere regionale e presidente della commissione per lo sviluppo economico della Regione. Anselmi, elbano di nascita, era presente lunedì all’incontro che ha messo di fronte i tre sindaci del versante occidentale dell’isola d’Elba. Sul tavolo l’ipotesi di fusione delle tre municipalità per la creazione di un Comune dell’Elba occidentale. «Si è trattato di una conversazione esplorativa, uno scambio di opinioni e informazioni tra amministratori per capire se ci sono le volontà di aggregazione tra i comuni del versante occidentale».

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Nel corso del vertice Anselmi ha ricordato agli amministratori elbani i vantaggi economici che la Regione metterebbe a disposizione nel caso di una fusione (250mila euro per ciascun Comune e per cinque anni), i sindaci hanno analizzato alcuni dei temi e delle problematiche legate all’ipotesi di aggregazione. «Si tratta dell’inizio di un ragionamento complesso – spiega Gianni Anselmi – ho rispetto e stima per i sindaci che ho incontrato. Deve essere chiaro fin da subito che non c’è alcuna intenzione di forzare passaggi che spettano totalmente ai sindaci e ai cittadini dell’isola. Metto solo a disposizione la mia esperienza e gli strumenti della Regione nel caso in cui i sindaci dell’isola intendano aprire un percorso comune nell’ottica di un’aggregazione tra i Comuni. Nessuno vuole imporre delle scelte».

Nessuna manovra da parte della Regione, né etichette di partito. L’attivazione del percorso spetta ai primi cittadini. E, ad oggi, non è chiaro se vi sia o meno l’intenzione da parte delle amministrazioni di dare il via a un processo di semplificazione. L’incontro tra i Comuni del versante ovest ha trovato due sindaci convinti dal progetto del Comune di versante (Ciumei e Lambardi), mentre Anna Bulgaresi è più cauta. L’ipotesi in campo consisterebbe nell’apertura di una fase di informazione e coinvolgimento dei cittadini, probabilmente con l’approvazione di un atto di indirizzo nei consigli comunali, al termine del quale (entro la fine del 2016), i Comuni potrebbero dunque scegliere se avviare o meno le procedure per concretizzare la fusione che dovrebbe necessariamente passare al vaglio dei cittadini tramite un referendum.
 

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