Il Tirreno

«A Campiglia nessuna politica sulla casa»

CAMPIGLIA. «Non siamo per scartare queste strade a priori, alcune meriterebbero anzi un approfondimento, ad esempio il co-housing tirato in ballo dall’assessore Alberta Ticciati in risposta all’ennesi...

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CAMPIGLIA. «Non siamo per scartare queste strade a priori, alcune meriterebbero anzi un approfondimento, ad esempio il co-housing tirato in ballo dall’assessore Alberta Ticciati in risposta all’ennesima richiesta drammatica di un alloggio. Ma l’attuale dimensione del problema alloggiativo richiede interventi di spessore più adeguato».

Così scrivono in una nota i 5 Stelle di Campiglia: «L’emergenza abitativa sembra non esistere per l’amministrazione comunale. Famiglie in graduatoria per una casa popolare e in quella dell’emergenza abitativa, famiglie che vivono ospitate da parenti, ma per il Comune tutto questo sembra non esista, non ha mai avviato una vera e seria politica per la casa, non è in grado di formulare proposte credibili ma si muove in un unica direzione, quella dell’assistenzialismo».

Per il movimento dunque «è necessario attivare politiche ben più ampie che mirino al potenziamento del patrimonio pubblico residenziale, servono assolutamente nuovi alloggi popolari. La casa è un diritto essenziale della persona, elemento fondamentale di tranquillità e sicurezza. Efficaci politiche per la casa sono una parte irrinunciabile di un moderno Stato sociale. Infatti in questi anni proprio il “fattore casa” è stato un elemento che ha fatto scivolare molte famiglie sotto la soglia di povertà, facendole precipitare nell'area dell'esclusione sociale. Per questo motivo le politiche che dovrebbero essere realizzate e le ulteriori proposte devono conservare come baricentro la convinzione che soddisfare il bisogno abitativo significhi garantire la tenuta complessiva della coesione sociale, anche a misure più ampie che affrontino temi quali sostenibilità ambientale, qualità abitativa, recupero del degrado, inclusione urbana e sociale, evolvendo da politiche per la casa a politiche per l’abitare. Non sappiamo qual è il meccanismo economico-finanziario che permette di continuare a costruire pur avendo una grossa parte di patrimonio invenduto – è la conclusione dei 5 Stelle – ma vorremmo almeno che l’assessore Ticciati ci spiegasse secondo quale logica vengono rilasciati nuovi permessi di edificazione che non rispondono in nessun modo alle esigenze abitative della popolazione».

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