Il Tirreno

Salta il banco sul contributo di sbarco, l'Elba alla deriva

Luigi Cignoni
Turisti scendono da un traghetto
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Turisti scendono da un traghetto

Reciproche accuse fra gli otto sindaci, ma l'accordo è ancora lontano

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PORTOFERRAIO. Si chiude con un nulla di fatto l'ennesima riunione dei sindaci elbani (erano presenti anche rappresentanti degli imprenditori, ma assente Ruggero Barbetti mentre Lorenzo Lambardi aveva inviato il suo vice in rappresentanza di Campo nell'Elba) sul contributo di sbarco.

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Dopo quattro ore di discussione a tratti anche sopra le righe, la seduta all'improvviso s'interrompe con i quattro sindaci Claudio De Santi, Luca Simoni e Andrea Ciumei che alla spicciolata lasciano la sala.

E Luca Simoni, con voce stentorea che annuncia: «Portoferraio ha fatto saltare il banco». Cui risponde invece il vicesindaco Roberto Marini (il sindaco Mario Ferrari aveva temporaneamente lasciato il posto per farsi medicare una ferita): «A far precipitare tutto è stato Barbetti con la richiesta di sospensione del contributo mandato alle compagnie di navigazione. Che ritiri la delibera dell'assemblea consiliare e rimettiamoci di nuovo attorno a un tavolo a ragionare pacatamente».

Ma è mancata proprio la pacatezza, venerdì 4 pomeriggio, elemento indispensabile per analizzare il quadro della situazione, così come si proponeva dopo il primo marzo (giorno in cui le compagnie non riscuotono più il contributo); e soprattutto non si è registrato un gesto di buona volontà fra le due sponde, tre sindaci da una parte e quattro (Barbetti il convitato assente) di cercare un punto di contatto, anzi ognuno voleva far valere le proprie ragioni sull'altro.

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Che il nervosismo la stava facendo da padrone lo si avvertiva a mano a mano che trascorrevano le ore e dalla sala della giunta non arrivavano segnali di distensione. Claudio De Santi. «La discussione è ferma - ha detto ai cronisti fuori della porta - sulle modalità di riscossione» e esce una prima volta dalla sala. Poi esce per la seconda volta gridando «Non sono abituato a questo mondo. Non ho la faccia. Il danno erariale chi lo paga Capoliveri? No. Lo paga l'Elba tutta».

E Andrea Ciumei riesce a convincerlo a rientrare per riprendere i lavori. Le due posizioni da analizzare erano l'accordo raggiunto dai tre Comuni (Portoferraio, Rio Marina e Campo). «Ma loro raggiungono il cinquanta e virgola della gestione - ha aggiunto ancora De Santi - Gli altri cinque non avranno mai la maggioranza e cosa fanno?».

Ecco invece cosa propongono gli altri Comuni?

«La richiesta di Portoferraio e soci non può essere accettata - hanno scritto nella nota - in quanto non si può procedere a un aumento dell'imposta e del contributo».

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Quindi la volontà di portare il contributo da 1,50 a 2,50 non è realizzabile. Inoltre, per mettere in piedi un nuovo organismo di gestione associata, ci vuole molto tempo, se non addirittura mesi. Ragion per cui si fanno avanti le richieste dei “comuni poveri”: mantenere il contributo a 1,50; procedere alla deliberazione dei comuni mancanti onde evitare di correre il rischio di perdere tutto, infine procedere agli investimenti da questi derivati.

«Contestualmente - si legge nella nota firmata da Anna Bulgaresi, Andrea Ciumei, Luca Simoni e Claudio De Santi - si propone di attivare un tavolo tecnico a settembre per valutare e vagliare che nel frattempo saranno arrivati da parte degli organismi interessati dal Comune di Capoliveri e dall'Ancim, per ottenere così un'interpretazione corretta e univoca sul contributo».

Tutto da rifare. Ci sarà la volontà?

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