Se la stanza da letto s’affaccia sulla spazzatura
La protesta di una cittadina che vive al pianterrerno in via Veneto e, con l’arrivo del bidone per i rifiuti organici, deve restare chiusa in casa per il cattivo odore
PIOMBINO. C’è chi la definisce una piccola isola ecologica. Peccato che si trovi a ridosso di un palazzo e che, per chi vive al pianterreno, il disagio sia assicurato.
Siamo in via Veneto, all’incirca all’angolo con via Trento e Trieste. Cassonetto per l’indifferenziata, uno per la plastica. Poi, vetro, carta. E bidone per i materiali organici. Ad un metro e mezzo dalla camera .
Finestre chiuse soprattutto in estate. Spettacolo, come minimo, decisamente poco edificante per tutto l’anno. Perchè l’inciviltà ha il suo bel peso. E c’è chi abbandona là fuori, sacchetti e oggetti vari. Via via spunta anche qualche ratto.
La famiglia che vive a ridosso di quella che a volte si trasforma in una minidiscarica, ha chiesto più volte un intervento. Soprattutto dopo che è stato aggiunto il raccoglitore dei rifiuti organici. «E’ uno scaricabarile continuo. Prima sono andata dal sindaco che giustamente m’ha detto di rivolgermi all’assessore al decoro urbarno. E allora - aggiunge - sono andata da Capuano che m’ha assicurato una soluzione, specificando che comunque era un problema di Asiu, proprietaria dei contenitori. Ma se il suolo è pubblico, anche il Comune potrà dire la sua», afferma la cittadina che si è rivolta al Tirreno per segnalare la difficoltà che incontra per il continuo rimpallo. Perchè lei si è rivolta anche alla Sei (ex Asiu). E non è andata meglio. Di alternative, a suo dire, ce ne sarebbero collocando almeno i cassonetti più impattanti, davanti ad edifici non occupati da famiglie. «Oppure - aggiunge - si potrebbe utilizzare meglio via Boncompagni, dove alcuni cassonetti già ci sono ma non alloggi».
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