Il Tirreno

Finisce in rianimazione per colpa del botulino

L’uomo, un cinquantenne piombinese, non è in pericolo grazie alla diagnosi rapida e alla somministrazione del siero arrivato dal Centro antiveleni di Roma

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PIOMBINO. E’ finito in rianimazione per il botulino. L’infezione, gravissima quanto rara, ha colpito un impiegato piombinese di 50 anni. La diagnosi precoce ha permesso di salvargli la vita.

L’uomo si è presentato al pronto soccorso mercoledì scorso nel pomeriggio. Disturbi alla vista, stitichezza prolungata e, in precedenza, vomito. Sintomi attribuibili a patologie numerose. Al suo capezzale si sono alternati i medici di Medicina, Neurologia e Rianimazione, risolvendo il caso in velocità.

Il direttore sanitario di Villamarina, dottor Irio Galli, conferma l’episodio, «anche se - ricorda - si tratta di una diagnosi presuntiva che dovrà esser avvalorata dal giudizio dell’Istituto superiore di sanità».

Dell’indagine relativa si sta occupando il dipartimento della prevenzione dell’(ex) Asl di Livorno. Dubbi, però, non ne emergono. Anche perchè le cure specifiche stanno funzionando.

Galli tranquillizza sulle condizioni del malato e invita a non fare allarmismi. Perchè il botulismo non ha niente di contagioso. Soprattutto, sottolinea la diagnosi brillante.

«Pur in presenza di una patologia nella quale molto difficilmente ci si imbatte nell’intera carriera professionale, i nostri medici hanno individuato la causa in tempi rapidi. Tanto che - prosegue Galli - già giovedì sera è stato possibile somministrare al paziente il siero specifico».

Il farmaco è stato reperito nei laboratori del Centro antiveleni di Roma ed è arrivato a Villamarina con un’operazione coordinata dalla prefettura. Ora l’uomo si trova in Rianimazione. Non è in pericolo di vita ma dovrà stare in ospedale ancora a lungo. Perchè del botulismo si guarisce completamente. Serve tempo per far riacquistare la funzionalità ai terminali nervosi aggrediti dal batterio.

Quasi sempre la malattia ha base alimentare. Più di rado il botulino aggredisce il fisico incuneandosi attraverso una ferita.

Nel caso specifico si indaga sui cibi consumati dall’uomo. Che, fortunatamente, nell’ambito familiare risulta il solo ad essere stato colpito dalla malattia.

Va ricordato che la tossina botulinica è uno tra i veleni naturali più pericolosi. Ne sono sufficienti dosi anche molto limitate per avere effetti potenzialmente letali. Il trattamento con l'antitossina è efficace soltanto nei primi giorni dopo l'assunzione dell'alimento contaminato. Ed è stata proprio questa la fortuna del paziente piombinese.(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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