Il Tirreno

Scuola, i Cinque stelle attaccano l’assessore sulla settimana corta

«Le famiglie non sono state coinvolte ma soprattutto si tratta di una scelta dettata solo da ragioni di budget»

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CAMPIGLIA. Di nuovo polemico il M5s con l’assessore all’istruzione Alberta Ticciati, stavolta per la scelta della settimana corta – dal lunedì al sabato – alle scuole medie. «Attualmente con la cosiddetta autonomia scolastica – affermano i pentastellati - ogni consiglio di istituto può decidere, consultando le famiglie, se optare per la settimana corta, sulla linea della tradizione anglosassone, oppure no. Una scelta dettata più da ragioni di budget che da esigenze didattiche, a parer di molti. Nelle scuole medie di Venturina si è scatenato il caos, molti genitori sostengono di non essere stati nemmeno interpellati e si sono fatti partigiani del “no”, prendendo in considerazione diverse problematiche: per i ragazzi 6 ore di fila sono troppe, parliamo infatti di neo adolescenti in pieno sviluppo psicofisico abituati ai ritmi più leggeri della scuola primaria, senza considerare gli studenti problematici. Gli stessi insegnanti segnalano che già dalle 12 in poi i livelli di concentrazione calano vertiginosamente».

A questo, il gruppo d’opposizione aggiunge le difficoltà di alcuni genitori che, lavorando il sabato, non hanno nessuno cui lasciare i figli. Il dato più grave, però, ad avviso dei 5 Stelle, sarebbe il metodo seguito, tanto che si afferma che «nel comune di Campiglia il metodo democratico non viene nemmeno tenuto di conto». Si accusa l’amministrazione di non aver coinvolto nella scelta della settimana corta le famiglie. «Purtroppo – proseguono i pentastellati – assistiamo sempre più frequentemente al fatto che in ambito scolastico, per questa amministrazione, le famiglie poco contano, con un assessorato mediocre poco consone al coinvolgimento dei queste ultime. La cosa scandalosa in tutto questo non sta tanto nella decisione di introdurre la settimana corta in sé per sé, quanto nella motivazione che si sta delineando. Di fatto la giustificazione di tale scelta non ha nulla a che vedere con l’introduzione di una nuova e migliore didattica, che come apparente vantaggio lascerebbe agli studenti e ai professori il weekend completamente libero, ma si tratta di una mossa meramente economica causata dai pesanti tagli che la scuola pubblica ha subìto negli ultimi anni. Per esempio, tutte le scuole necessitano di essere riscaldate quotidianamente: togliendo un giorno di scuola le spese per il riscaldamento si ridurrebbero drasticamente (si parla del 5-6 % di risparmio)». I punti sollevati dal M5s potevano contribuire al dibattito se sollevati all’inizio dell’anno; ora non possono più influire sull’argomento: le iscrizioni alle scuole medie sono terminate il 22 febbraio e l’unica modalità prevista sul sito del ministero per iscriversi alle scuole medie Carducci di Venturina era quella della settimana corta.

Francesco Rossi

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