Un tavolo ministeriale per le ex miniere
Il sottosegretario Silvia Velo: «Gravi rischi ambientali e paesaggistici, urgono bonifiche per scongiurare il degrado»
PORTOFERRAIO. Un tavolo urgente tra Ministero, Comune, Parco e con il Demanio dello stato per affrontare l’emergenza delle aree ex minerarie di Rio Marina. È l’impegno che si è assunta il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo che, ieri, ha incontrato a Rio Marina l’amministrazione comunale (era presente il vice sindaco Giovanni Muti) e, assieme al segretario della Federazione Val di Cornia - Elba del Pd Valerio Fabiani, ha visitato il comparto ex minerario riese. Ettari ed ettari di terreni abbandonati che il Comune ha la possibilità di rilevare dal Demanio dello Stato, ma che sono alle prese con gravi problemi ambientali e paesaggistici. Nonostante i circa 10-12 milioni di euro investiti negli anni scorsi dal ministero dell’Ambiente per le bonifiche, il comparto ex minerario è ancora a rischio per problemi legati all’inquinamento naturale e a rischi idrogeologici. «Il Comune – ha spiegato il vice sindaco di Rio Marina Giovanni Muti – ha richiesto una serie di beni demaniali situati nel centro abitato e nelle sue vicinanze, ma sta valutando se chiedere o meno le grandi aree di Rio Albano e Cala Seregola, le più problematiche dal punto di vista ambientale. Il rischio è di non poter sfruttare la possibilità di riqualificazione offerta dal Federalismo demaniale, condannando così queste grandi aree di Rio Marina al degrado».
Il quadro, infatti, è tutt’altro che semplice: i terreni di Rio Albano e Cala Seregola sono a forte rischio ambientale. A ciò si aggiunge il fatto che gli immobili, compresi all’interno del Parco nazionale dell’Arcipelago, non sono al momento appetibili da parte dei privati, dal momento che i vincoli urbanistici impediscono il cambio di destinazione d’uso dei manufatti, impiegati in passato per scopi industriali. «Già nei mesi scorsi abbiamo intavolato una discussione con il Demanio – ha spiegato il sottosegretario all’ambiente Silvia Velo – per capire come poter applicare il federalismo demaniale su aree complesse come quelle del comparto ex minerario di Rio Marina. La mia priorità come sottosegretario è di natura ambientale. Su quelle aree sono presenti i residui di un’importante attività mineraria e ci sono seri problemi di messa in sicurezza. Il problema non è rimandabile, ora si tratta di capire tra tutti i soggetti in campo quale soluzione sia percorribile per scongiurare il degrado di questo territorio, risolvendo l’emergenza». A tale proposito il sottosegretario Silvia Velo si è impegnata a convocare quanto prima il tavolo ministeriale che dovrebbe tenersi entro Pasqua.
Del resto il futuro e l’utilizzo delle aree e degli immobili del comparto ex minerario rappresentano al tempo stesso una criticità e un’opportunità di rilancio per il versante orientale dell’Elba. Non è solo Rio Marina, infatti, ad avere nel territorio di sua competenza beni ex minerari che il Demanio è disposto a cedere nell’ottica del Federalismo demaniale. «Si tratta di capire quale strada percorrere per risolvere queste problematiche che sono complesse – ha spiegato il vice sindaco Giovanni Muti – c’è bisogno del coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. L’intervento dei privati potrebbe essere una soluzione, ma i vincoli di tipo urbanistico (i cambi di destinazione d’uso per quegli immobili sono impediti dal piano del Parco ndr) spengono sul nascere l’interesse di imprenditori. In questo caso i privati investirebbero e rileverebbero gli immobili. E con gli introiti si potrebbe provvedere alla messa in sicurezza e alla bonifica di altre zone comprese nel comparto minerario. Si tratta di ipotesi che dovranno essere valutate con il Parco e con gli altri soggetti interessati. Quel che è certo è che non si può perdere altro tempo».
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