Il Tirreno

La 398 fra le opere urgenti del Governo

di Guido Fiorini
La 398 fra le opere urgenti del Governo

Il finanziamento arriverà tramite Anas. Intanto l’Autorità portuale sta riprogettando i lotti ed è pronta ad appaltare

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PIOMBINO. Il fenicottero rosa si alza dalla Chiusa e danza alla luce calda del tramonto sugli impianti color ruggine, dove un tempo si colava l’acciaio.

È uno dei tanti contrasti di una Piombino che prova a ripartire, tenendo insieme industria e ambiente, aprendo finalmente la mente a una diversificazione produttiva che ha le fondamenta nel nuovo porto e nelle opportunità che apre a investimenti di grandi e piccole aziende.

La visita in città del presidente del Pd Matteo Orfini, accompagnato dal sottosegretario Silvia Velo, dal segretario regionale Dario Parrini, dal consigliere Gianni Anselmi e dai vertici locali del partito, sono l’occasione per il commissario dell’Autorità Portuale, Luciano Guerrieri, per fare il punto sui lavori alle banchine e anche sulla progettazione della nuova 398, cordone ombelicale senza il quale i primi sarebbero uno sforzo inutile. L’iter sta andando avanti spedito, il Governo assicura che i fondi saranno presto disponibili, inserendo l’opera in quelle urgenti per l’Anas.

Intanto la banchina che ospiterà il polo di rottamazione delle navi è già terminata, ci stanno lavorando la Sales e la Cmc. Pare una pista d’atterraggio, asfaltata da poco, è lunga 350 metri e larga cinquanta. Il fondale è di 20 metri: doveva ospitare la Concordia, ma Costa l’ha voluta nella sua Genova. Potrà comunque dare l’accosto a navi di qualunque dimensione, sono nove le società in gara per il “refitting”.

Il bacino centrale del nuovo porto avrà così nella zona che guarda il mare la rottamazione, accanto le aree destinate a General Electric e su quello lato terra le banchine di Aferpi.

«I lavori vanno avanti spediti - dice Luciano Guerrieri - e rispetteremo sia i tempi previsti che il costo complessivo dell’opera. Abbiamo anche affidato a Sales e Cmc, che avevano fatto la prima parte, il completamento dell’allungamento del molo foraneo. Sarà portato a 430 metri complessivi, potranno accostare anche le grandi navi da crociera. Sono inoltre previsti altri trecento metri di banchina e 700mila metri quadri di dragaggio: è una gara da 25 milioni, venti dal Cipe e cinque nostri. Sono le aree destinate all’insediamento di General Electric. Infine lavoriamo alle bonifiche dei carbonili, che saranno demoliti per destinare gli spazi ad altre attività».

Il grosso problema è la viabilità. Per arrivare ai lavori si passa dentro al vecchio stabilimento Lucchini, si sfiorano l’altoforno e la centrale Edison, la strada è quella che fu realizzata per raggiungere la Dalmine. Uno svincolo sarà costruito in proprio dall’Autorità portuale, per arrivare fino alla rotonda di Terre Rosse, ma è chiaro che senza il prolungamento della 398 è come se i lavori in corso li stessero facendo su un’isola.

«Aspettiamo i soldi - dice ancora Luciano Guerrieri -, ma intanto abbiamo ripreso in mano la vecchia progettazione e la stiamo adeguando in modo da esser pronti per fare l’appalto quando avremo il via libera. Non possiamo permetterci di perdere neppure un giorno. Quasi sicuramente la stazione appaltante saremo noi, Regione e Comune sono in sintonia su questo punto. Oltre al primo lotto, che arriva a Terre Rosse, stiamo lavorando con il Comune per rivedere il 2 e il 3, un tempo concepiti per passare in mezzo al sito produttivo, e che vanno ridisegnati».

I soldi dovrebbero arrivare attraverso l’Anas. Lo conferma Silvia Velo, in rappresentanza del Governo: «Quello che viene definito “ultimo miglio”, il collegamento dai siti alle grandi arterie, è una priorità nel piano delle infrastrutture - dice il sottosegretario -, e la 398 ci rientra in pieno. Quindi stiamo lavorando perché Anas inserisca l’opera fra quelle urgenti da realizzare. Credo che la strada debba essere in agenda anche nel tavolo sull’Accordo di Programma in programma a marzo. La macchina è in moto e i tempi saranno brevi». Sono parole, per ora, ma avrebbe poco senso aver investito tante risorse per lasciare le opere scollegate. Chissà che per una volta non prevalga il buon senso.

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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