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Ecco in cosa consiste il progetto lanciato da Portoferraio
PORTOFERRAIO. Più peso a Portoferraio, sia in termini di voto che di gettito. Una parte degli introiti per progetti comprensoriali, un’altra tranche per la promozione turistica. L’ultimo pezzo da...
Ciò che, visto da vicino, sembra avere un senso, può cambiare completamente se osservato da qualche metro di distanza. Chissà se gli amministratori elbani hanno presente questo semplice concetto. Sì perché quanto sta accadendo con il contributo di sbarco e con la Gestione associata del turismo, ennesimo black-out politico e istituzionale in salsa elbana, non ha una logica comprensibile da un cittadino comune. E rischia di essere una prova concreta, l’ennesima, di quanto la politica anche a livello locale possa diventare autoreferenziale. Proviamo a spiegarci meglio. Gli otto primi cittadini (otto, dicansi otto) dell’isola passano il tempo tra una riunione infuocata e l’altra per decidere, senza successo, come ripartire il gettito del contributo di sbarco, se impiegare i proventi per progetti comprensoriali o in promozione turistica, quale quota di prelievo applicare a ciascun passeggero che sbarca sull’isola.
Il tutto tra liti, attacchi reciproci e strategie più o meno efficaci. Ma basta portarsi un attimo fuori dal cerchio dei politici e degli addetti ai lavori per mettere a fuoco la questione in modo diverso. Lo scenario che appare, pur in modo semplificato, non è certo edificante: i sindaci elbani litigano (e non decidono) su come spartirsi i soldi prelevati dai cittadini che mettono piede all’Elba e per di più non hanno le idee chiare su come, questi soldi, andrebbero utilizzati. L’unico dato certo, e ci mancherebbe altro, è la volontà pressoché unanime di aumentare il balzello che, su iniziativa del sindaco Ferrari, potrebbe raggiungere addirittura i 3,50 euro nei mesi estivi. L’aumento, questo sì, è ben più concreto dei benefici percepiti dalla varie gestioni associate e delle promesse di progetti comprensoriali ancora nel cassetto. Se a ciò si aggiunge il fatto che il recente parere della Corte dei Conti sembra negare la possibilità di aumentare il prelievo del contributo di sbarco per il 2016, ecco che la diatriba dei sindaci rischia veramente di sfiorare il grottesco. Insomma, ci si accapiglierebbe per niente.
In realtà dalla questione del contributo di sbarco una lezione chiara è emersa, anche se forse non ce ne sarebbe stato bisogno. Il sistema istituzionale dell’Elba non è adatto a prendere decisioni, per lo più se queste decisioni riguardano settori importanti come turismo e sanità. Otto Comuni sono troppi e diversi tra loro per caratteristiche ed esigenze: i più piccoli faticano a tenersi in piedi da soli, i più grandi non sono comunque in grado, in un contesto così frammentato, di sostenere politiche comprensoriali. La riunione di giovedì è un colpo per i nostalgici del Comune unico che gli elbani hanno bocciato alle urne. Ma, è certo, la semplificazione è l’unica strada che l’Elba può percorrere per tornare credibile.
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