Il presidio
Dieci anni di attività per il re della pasticceria
L’omaggio dei dipendenti di Dulcis Simo al datore di lavoro Simone Battistella. Hanno comprato una pagina del Tirreno per fargli gli auguri: «Che bella sorpresa»
PORTOFERRAIO. I dipendenti non si sono limitati a fare degli auguri standard al loro datore di lavoro. Ma, addirittura, hanno comprato una pagina del Tirreno per celebrare come si deve il compleanno del capo e il decimo anniversario dell’apertura dell’attività. Un gesto non proprio comune, in un periodo segnato dalla crisi e in cui i rapporti tra datori di lavoro e dipendenti, soprattutto nella realtà piccole, non sono sempre idilliaci.
Eppure Simone Battisitella, capo pasticcere di “Dulcis Simo” in via Manganaro a Portoferraio, venerdì mattina, non ha avuto di che lamentarsi dei suoi dipendenti (4), della moglie e di alcuni amici, artefici della sorpresa. Simone era già al lavoro in pasticceria, un paradiso per gli occhi e per il palato, quando si è gustato gli auguri speciali via quotidiano: «Mi hanno fatto un tranello, chiedendomi se avessi visto sul giornale chi avevano arrestato, poi ho aperto Il Tirreno è ho trovato la mia foto con il messaggio di auguri. Il rapporto con i dipendenti? Sono amici, c’è affetto reciproco. Qualche volta capita di fare qualche rimprovero, ma non ce n’è quasi mai bisogno, perché sono bravissimi».
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Simone ha iniziato a fare il pasticcere 26 anni fa. Padovano, ha girato le scuole e varie pasticcerie italiane prima di arrivare, 13 anni fa all’Elba. «Per tre anni ho lavorato all’Hermitage, poi mi sono messo in proprio – racconta – per tre anni ho gestito la pasticceria a Porto Azzurro, sette anni fa sono arrivato a Portoferraio». Per Simone la pasticceria è un lavoro ma anche un modo per sperimentare.
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«Prima di tutto sono goloso – ci racconta il capo pasticcere di Dulcis Simo – è una base fondamentale per fare questo lavoro per tanto tempo. E poi – scherza – mica mi accorgo di avere tutti questi anni». L’isola è diventata la casa per lui e la moglie Margherita e i suoi figli: il luogo dove poter esprimere la sua creatività affinata in tanti anni trascorsi insieme ad alcuni dei maggiori maestri pasticceri d’Italia. Mi sono trovato molto bene a Porto Azzurro e anche a Portoferraio – racconta il capo pasticcere di Dulcis Simo – d’altronde l’isola non è diversa da altri posti che ho frequentato. La verità è che sono arrivato sull’isola e mi è piaciuta. Oltre a questo ho visto nell’Elba lo spazio necessario per avviare un’attività come la mia. Mi dicevano che gli elbani sono freddi e chiusi, ma non per niente vero». E poi, non si può negare, con dei dolci del genere fare amicizia non è così complicato.
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