Il Tirreno

Dieci anni di attività per il re della pasticceria

Il pasticcere Simone Battistella
◗
Il pasticcere Simone Battistella

L’omaggio dei dipendenti di Dulcis Simo al datore di lavoro Simone Battistella. Hanno comprato una pagina del Tirreno per fargli gli auguri: «Che bella sorpresa»

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. I dipendenti non si sono limitati a fare degli auguri standard al loro datore di lavoro. Ma, addirittura, hanno comprato una pagina del Tirreno per celebrare come si deve il compleanno del capo e il decimo anniversario dell’apertura dell’attività. Un gesto non proprio comune, in un periodo segnato dalla crisi e in cui i rapporti tra datori di lavoro e dipendenti, soprattutto nella realtà piccole, non sono sempre idilliaci.
Eppure Simone Battisitella, capo pasticcere di “Dulcis Simo” in via Manganaro a Portoferraio, venerdì mattina, non ha avuto di che lamentarsi dei suoi dipendenti (4), della moglie e di alcuni amici, artefici della sorpresa. Simone era già al lavoro in pasticceria, un paradiso per gli occhi e per il palato, quando si è gustato gli auguri speciali via quotidiano: «Mi hanno fatto un tranello, chiedendomi se avessi visto sul giornale chi avevano arrestato, poi ho aperto Il Tirreno è ho trovato la mia foto con il messaggio di auguri. Il rapporto con i dipendenti? Sono amici, c’è affetto reciproco. Qualche volta capita di fare qualche rimprovero, ma non ce n’è quasi mai bisogno, perché sono bravissimi».

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.12986199:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12986199:1652175827/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Simone ha iniziato a fare il pasticcere 26 anni fa. Padovano, ha girato le scuole e varie pasticcerie italiane prima di arrivare, 13 anni fa all’Elba. «Per tre anni ho lavorato all’Hermitage, poi mi sono messo in proprio – racconta – per tre anni ho gestito la pasticceria a Porto Azzurro, sette anni fa sono arrivato a Portoferraio». Per Simone la pasticceria è un lavoro ma anche un modo per sperimentare.

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.12986203:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12986203:1652175827/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Prima di tutto sono goloso – ci racconta il capo pasticcere di Dulcis Simo – è una base fondamentale per fare questo lavoro per tanto tempo. E poi – scherza – mica mi accorgo di avere tutti questi anni». L’isola è diventata la casa per lui e la moglie Margherita e i suoi figli: il luogo dove poter esprimere la sua creatività affinata in tanti anni trascorsi insieme ad alcuni dei maggiori maestri pasticceri d’Italia. Mi sono trovato molto bene a Porto Azzurro e anche a Portoferraio – racconta il capo pasticcere di Dulcis Simo – d’altronde l’isola non è diversa da altri posti che ho frequentato. La verità è che sono arrivato sull’isola e mi è piaciuta. Oltre a questo ho visto nell’Elba lo spazio necessario per avviare un’attività come la mia. Mi dicevano che gli elbani sono freddi e chiusi, ma non per niente vero». E poi, non si può negare, con dei dolci del genere fare amicizia non è così complicato.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera