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Acciaierie, rientrano 205 lavoratori
Assunzioni in Aferpi dal primo aprile. I sindacati: «A Roma fatti passi avanti, ora da Rebrab aspettiamo atti concreti»
PIOMBINO. Aferpi e sindacato hanno chiuso l’accordo per il rientro in azienda dal primo aprile di 205 lavoratori in cassa integrazione con Lucchini in amministrazione straordinaria: così sale a 1389 il numero di dipendenti di Aferpi, mentre scende a 743 quello dei lavoratori ancora in cig che, in base agli accordi, dovranno comunque rientrare entro il 6 novembre.
Giovedì c’è stato l’ultimo confronto tra l’azienda e i segretari di Fim, Fiom e Uilm, utile a ratificare un’intesa che di fatto era già stata raggiunta nei giorni scorsi dopo una trattativa partita dalla richiesta del sindacato di 254 rientri.
«L’accordo stipulato – dice una nota di Fim, Fiom e Uilm – è nel rispetto delle percentuali di solidarietà del 60 per cento per far rientrare il più alto numero di persone dalla cassa integrazione. Oggi anche a causa del non pieno utilizzo dei laminatoi questo numero è quantificabile in 205 lavoratori, si tratta di un altro passo avanti importante per il riassorbimento di tutti i lavoratori».
L’accordo arriva il giorno dopo il confronto a Roma tra Issad Rebrab, il ministro Federica Guidi e il presidente Enrico Rossi che, commentano Fim, Fiom e Uilm, «ha portato notizie positive per quanto riguarda il piano industriale. Questi aspetti positivi sono frutto delle lotte dei lavoratori e dell’impegno costante del sindacato. Gli impegni presi da Rebrab sono importanti, ma andranno verificati a partire dall’incontro del primo marzo e, successivamente, monitorati giorno dopo giorno. Ci aspettiamo che tutte le istituzioni favoriscano e controllino i progetti esposti».
Per Fim, Fiom e Uilm «la conferma dell’immissione di circolante nella gestione economica dell’azienda è un punto essenziale per l’attività corrente. I passi in avanti dell’azienda per quanto riguarda gli ordini dei semiprodotti per rotaie e barre, la conferma della volontà di effettuare gli investimenti, l’accordo sull’incremento dei numeri in Aferpi sono elementi che qualificano la direzione giusta intrapresa».
Ora l’attenzione si sposta all’incontro del Mise programmato per il primo marzo. I giorni che separano da quel confronto saranno utili a capire la concretezza degli impegni assunti da Rebrab mercoledì al ministero. In quella data ci si attende infatti che l’azienda abbia chiuso l’analisi delle offerte ricevute per acciaieria elettrica e nuovo treno rotaie, così da presentare la lettera d’intenti preliminare all’acquisto degli impianti. E’ lo stesso sindacato ad aspettarsi «ulteriori novità e precisazioni nell’incontro del 1° marzo, perché c'è bisogno di atti concreti e di accelerare i tempi per recuperare i ritardi».
Se pure gli ultimi avvenimenti sembrano condurre verso una revoca dello sciopero di 24 ore per il primo marzo con manifestazione al Mise, i sindacati ancora non si sbilanciano, annunciando che a questo proposito una decisione verrà presa nei prossimi giorni.
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