Il Tirreno

Parco di Rio Marina a caccia di fondi per i guardiani

RIO MARINA. Alla ricerca di nuove fonti di finanziamento. Il cda del Parco minerario e mineralogico di Rio Marina e dell’Elba è già al lavoro per individuare altre forme di finanziamento che possano...

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RIO MARINA. Alla ricerca di nuove fonti di finanziamento. Il cda del Parco minerario e mineralogico di Rio Marina e dell’Elba è già al lavoro per individuare altre forme di finanziamento che possano permettere il finanziamento e la fruibilità delle aree dismesse dall'attività minerarie, dopo che non ci saranno più sovvenzioni statali.

Intanto arrivano le prenotazioni per visite guidato all'interno del comparto da parte delle scuole e degli istituti scolastici della penisola. Ma queste da sole non possono bastare. Ciò che si sa di certo è che l’Agenzia del Demanio, sotto la cui giurisdizione ricadono tutte le aree interessate dall'attività estrattiva non rinnoverà con il mese di marzo la convenzione, in essere da alcuni anni, per la manutenzione, vigilanza e guardiania delle aree minerarie. «Stiamo lavorando – ammette Ilio Pisani, presidente del cda del Parco minerario – per individuare altre risorse. Non lasciamo niente di intentato». E come principale fonte di finanziamento si guarda sempre più con realismo alla Regione. Ma anche all'Ancim (Associazione nazionale dei comuni nelle isole minori) con progetti mirati si possono ricercare delle fonti di finanziamento. Naturalmente non si trascura la pista Bruxelles per tentare di attirare risorse dell'Ue. «E' un periodo questo – conclude infine il presidente – abbastanza intenso per noi. Oltre a guardare nelle casse dell'ente, vorremmo anche occuparci di riqualificare i nostri addetti e il personale dipendente. Mi riferisco principalmente ai soggetti finora occupati in mansioni di guardianaggio; vorremmo anche che questi lavoratori si occupassero di manutenzione e di ripristino delle zone che ne abbiano particolare bisogno». Intanto l’Agenzia, utilizzando alcune delle leggi che regolano la cessione dei beni demaniali, si è mossa per cedere sul mercato alcuni pezzi pregiati del compendio minerario, quali la villa del Direttore, il Dormitorio e l’officina di San Jacopo.

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