Il Tirreno

Rio Salivoli, servono milioni per i lavori

di Guido Fiorini
Rio Salivoli, servono milioni per i lavori

Devastato dall’alluvione di ottobre, continua a portare in mare e sulla spiaggia di tutto. Ma i soldi per ora non ci sono

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PIOMBINO. Se la spiaggia di Salivoli è una discarica a cielo aperto otto mesi all’anno, una parte della “responsabilità” è del mare che porta rifiuti ogni volta che il vento lo fa ingrossare.

Ma il vero problema è il Rio Salivoli, quel fosso che corre fra case e parcheggi, un po’ fra le piante, un po’ a fianco della strada e che, in molti tratti, ha una pendenza notevole, scendendo dal promontorio.

Un fosso che, il 28 ottobre scorso, fu devastato dalla furia dell’acqua. Il fiume di fango distrusse quasi tutto il lato sinistro, portando con sé anche numerosi manufatti dell’uomo, peraltro realizzati negli anni senza una regola, come un patchwork di cemento all’interno del quale non mancano le opere abusive. Del resto la natura tende sempre a riprendersi i propri spazi, se l’uomo non la “doma” con criterio.

Il Consorzio di bonifica, che da un paio d’anni ha in gestione anche i fossi urbani, ha fatto qualche primo intervento tampone, una messa in sicurezza realizzata con i pochi fondi a disposizione, ma tutto il corso ha adesso bisogno di una risistemazione complessiva, per evitare nuovi danni in caso di piogge insistenti e per consentire uno scarico in mare che preservi anche una delle spiagge più amate dai piombinesi.

Ma i problemi non mancano. Prima di tutto perché dovrà esser fatta una ricognizione capillare dei punti in cui intervenire, poi perché alcuni lavori sono di competenza pubblica e altri di competenza di privati e, last but not least, perché i soldi non ci sono. Si stima che ci vorranno dai tre ai cinque milioni di euro.

«Il problema non è di poco conto - spiega l’assessore ai lavori pubblici, Claudio Capuano - e già in questa settimana, d’accordo con il sindaco, ho convocato una riunione per fare il punto della situazione, con gli altri assessori interessati, i vigili urbani e, ovviamente, il Consorzio di bonifica».

Il Consorzio, che ha già fatto i primi lavori, al momento ha chiesto un finanziamento alla Regione di 70mila euro, soldi necessari alla ricognizione lungo tutto il corso del rio e a una prima progettazione degli interventi. La Regione, per ora, i soldi non li ha stanziati.

Complessivamente ci sarà da intervenire su parecchie centinaia di metri di fosso, con lavori in parte in campagna, in parte fra le case, in parte lungo la strada. Il gruppo di lavoro, di cui fanno parte anche i vigili urbani, dovrà quindi capire quali opere sono state fatte nel corso degli anni, alcune delle quali peraltro non corrette dal punto di vista idrogeologico, e da quali soggetti, in parte pubblici, in parte privati. Solo quando tutto il quadro sarà completo, si potrà suddividere i lavori e fare un cronoprogramma.

«Andiamo avanti per gradi - dice ancora Capuano -. È chiaro che dovremo avere le idee molto chiare per chiedere un finanziamento così importante alla Regione. Non credo che riusciremo a iniziare i lavori entro l’estate, pur andando avanti a ritmi forzati. Per fortuna qualche opera è già stata fatta e, almeno, il fosso è in sicurezza».

Intanto, però, il fosso continua a portare in mare di tutto. E la spiaggia più amata dai piombinesi resta inagibile per otto mesi all’anno, anche solo per una passeggiata con il cane al guinzaglio.

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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