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Viola gli arresti domiciliari, Calcagno torna in carcere
Il trentenne era stato arrestato il 4 febbraio perché in possesso di 11 chili di droga e di un’arma da guerra: in barba alle limitazione dei giudici ha in più occasioni ricevuto a casa degli amici
CAMPO NELL'ELBA. Era stato arrestato qualche giorno fa a Marina di Campo perché in possesso di 11 chili di hashish e di un’arma da guerra, nascosti in un’intercapedine ricavata all’interno di un muretto in cemento. I carabinieri lo hanno arrestato il 4 febbraio scorso, ma Enrico Calcagno - essendo incensurato - ha chiesto e ottenuto di poter restare nella sua casa in attesa del processo, grazie alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il giudice del Tribunale di Livorno, accogliendo la richiesta, ha disposto a carico di Calcagno la misura degli arresti domiciliari con le conseguenti limitazioni, fra le quali quelle di non frequentare altre persone al di fuori dell’ambito strettamente familiare e, inoltre, nessun pregiudicato o persona ritenuta controindicata. Ma già al primo controllo da paret dei carabinieri, la prima sera dopo il ritorno dal carcere, Calcagno è stato trovato in compagnia di amici. La stessa situazione si è ripetuta il giorno successivo, in barba - quindi - alle decisioni dei magistrati livornesi. A questo punto i carabinieri campesi hanno segnalato gli episodi al giudice che aveva disposto gli arresti domiciliari, che - di conseguenza - ha immediatamente sospeso l’applicazione della misura cautelare più lieve, sostituendola con quella ben più afflittiva della custodia in carcere. Nella mattinata di venerdì 12 i carabinieri hanno provveduto nuovamente, a distanza di soli sei giorni, ad accompagnare l’uomo di 30 anni nel carcere delle Sughere di Livorno.
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Calcagno era stato arrestato il 4 febbraio scorso dai militari della stazione di Campo nell’Elba e dell’aliquota operativa dell’Arma di Portoferraio. I carabinieri avevano perquisito la sua abitazione, trovando il grosso quantitativo di droga nascosto all’interno di un muretto a secco tirato su al confine tra la proprietà del 30enne e quella del vicino. Assieme alla droga i carabinieri hanno recuperato un fucile a canna lunga da guerra, con quattro caricatori (senza munizioni). I militari stanno cercando di capire se l’arma, in pessimo stato di conservazione ma perfettamente funzionante, sia stata utilizzata o meno. Per questi motivi Calcagno è accusato di detenzione di droga ai fini di spaccio e detenzione illegale di arma da guerra.
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