Il presidio
Contributo di sbarco, dal Pd no allo spartizione del malloppo tra Comuni
La proposta del Pd: meno soldi alla promozione turistica e un’altra gestione associata per progetti unitari per il territorio elbano
PORTOFERRAIO. «No alla spartizione del malloppo del Contributo di sbarco tra i Comuni». È la posizione del Pd dell’Isola d’Elba sul caso del contributo di sbarco che sta dilaniando il centrodestra elbano. «Stavolta tutto si gioca sulla capacità di stare insieme delle istituzioni elbane: una ottima opportunità che il legislatore, questa volta, ha riservato all'Elba».
A tale proposito il Pd, fa la sua proposta, articolata su alcuni punti fermi. «Il contributo di sbarco deve essere preferito alla imposta di soggiorno: è, diciamo, più democraticoperché versato da tutti gli ospiti che sbarcano sull'isola a prescindere dalla forma di alloggio prescelta e perché meno pesante nell'importo – attaccano dal partito elbano – il contributo di sbarco, secondo la formulazione della norma, ha una destinazione di reimpiego ben definita».
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.12951195:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2016/02/13/news/una-gestione-associata-del-turismo-e-del-canile-1.12951195]]
Sulla base di questi pressupposti il Pd chiarisce come la «Gestione Associata del Turismo, per come è stata costruita, ha una finalità particolare e parziale: realizzare interventi e progetti di promozione turistica – dicono dal Pd – i Comuni hanno fin qui scelto di destinare la gran parte della vecchia Tassa di Sbarco alla gestione associata e di dividersi la restante somma assegnandosi una quota paritaria (qualcosa in più a Portoferraio) da gestirsi autonomamente nel proprio bilancio».
Il Pd crede sia opportuno «mantenere l'autonomia e la particolarità della Gestione associata sul turismo finanziandola con una quota del nuovo Contributo di sbarco che non può comunque essere pari alla metà del gettito complessivo: al termine del triennio di funzionamento (a fine 2016) sarà necessaria una riflessione sul percorso fatto, gli investimenti profusi e i risultati raggiunti al fine di decidere eventuali modifiche di strategia». Ma non è tutto, Il Pd è contrario alla tecnica di suddivisione del gettito tra i Comuni. «Siamo contrari allo spezzatino della rimanente quota del contributo di sbarco fra tutti i Comuni – spiegano – si scelgano altri due/tre settori di intervento previsti dalla norma, si definiscano progetti unitari per tutto il territorio e si costruisca un altro soggetto gestore, una nuova Gestione associata contributo di sbarco di cui si dovrebbe fare promotore e divenire capofila il Comune di Portoferraio: uno strumento, cioè, capace di affrontare nel tempo e con risorse certe interventi rivolti al miglioramento di alcuni servizi di accoglienza, di tutela del territorio, di sicurezza e mobilità».
«I singoli Comuni che perderebbero quote di introiti sul bilancio si vedrebbero compensare con servizi più adeguati e più avanzati gestiti in forma unitaria sul proprio territorio – concludono dal Pd – Sappiamo che questa è una via più complicata e più difficile rispetto alla semplice spartizione del malloppo. Ma è l'unica che può garantire un beneficio all'intera isola e al suo benessere futuro rispetto agli interessi particolari».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
