Il presidio
«Non basta la retorica del fare per mettere da parte i dubbi»
PIOMBINO. «La retorica del fare non basta a mettere da parte i dubbi» e «non basta essere una cooperativa Onlus, specie dopo i recenti fatti di Mafia capitale, ad assicurarsi l’immunità dal controllo...
PIOMBINO. «La retorica del fare non basta a mettere da parte i dubbi» e «non basta essere una cooperativa Onlus, specie dopo i recenti fatti di Mafia capitale, ad assicurarsi l’immunità dal controllo e dai doveri istituzionali e politici». Così il M5s commenta la recente approvazione del progetto Apea.
«“Individuazione di un’area circoscritta nella quale prevedere, attraverso un soggetto gestore, l’insediamento di attività produttive che, all’interno della stessa area, siano ecosostenibili nell’intero ciclo produttivo, dalla produzione di energia allo smaltimento dei rifiuti”. Questo è essenzialmente il progetto Apea - scrive il M5s - Un progetto sicuramente virtuoso, almeno sulla carta. Nell’ultimo consiglio comunale si è provveduto, attraverso due delibere, ad approvare il piano operativo e una modifica ad hoc del regolamento Pip, per dare attuazione a un progetto ormai fermo da oltre 2 anni. Tutto nasce nel 2012 quando all’amministrazione Anselmi-Chiarei viene sottoposta da parte della cooperativa La Contadina Toscana questa possibilità. L’amministrazione dà corso a un procedimento di evidenza pubblica, al quale si presenta un solo soggetto: la stessa Contadina Toscana Onlus che, sottoscrivendo una prima convenzione, si impegna a rendere fruibile quell’area, costruire i capannoni e procurarsi i necessari finanziamenti per dar vita al progetto, oltre a una serie di adempimenti tecnici e documentali».
«Purtroppo - prosegue la nota del M5s - per oltre due anni il progetto resta fermo: niente inizio lavori, niente presentazioni, niente coperture finanziarie. Tutto lascia pensare che i dubbi già avanzati da tempo sulla capacità economica della cooperativa aggiudicataria, peraltro nata solo pochi mesi prima del bando in oggetto, siano seriamente fondati, come risulta dall’analisi dei bilanci. Insomma, completamente inattiva. Nell’ultimo consiglio comunale la maggioranza, in maniera politicamente discutibile, ha ritenuto di dover accelerare l’iter realizzativo introducendo una nuova convenzione che prevede maggiori agevolazioni per il soggetto gestore, senza tuttavia introdurre reali forme di controllo sul soggetto stesso. Il Comune ha impegnato risorse economiche, provenienti dal famoso Prri, attinte dai fondi europei e stanziate dalla Regione, per provvedere ad alcune opere di urbanizzazione e messa in sicurezza di quell’area, giustificando l’intervento come stimolo per le aziende a investire, in quanto il soggetto gestore dovrebbe decurtare il minor esborso dalla tariffa applicata alle aziende operanti nell’Apea. Nulla in contrario, se per quell’area non ci fosse invece un impegno preciso di un soggetto privato, la Contadina appunto, che si era impegnata da tempo con la stipula della prima convenzione a provvedere a quelle stesse opere e che adesso si vede sgravata di una cospicua parte dell’investimento senza l’introduzione di un reale controllo, di natura pubblica, sulla determinazione delle tariffe. Ci chiediamo se sia quindi giusto, per una pubblica amministrazione, intervenire a bandi chiusi su un progetto che dovrebbe essere a carico di un soggetto privato, rischiando di pregiudicare la correttezza di un’operazione che, qualora fosse stata prevista prima della chiusura del bando, avrebbe magari spinto altri soggetti a partecipare alla gara».
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