Il Tirreno

«Dalla Regione accuse senza motivo»

di Luca Centini
«Dalla Regione accuse senza motivo»

Il presidente Sammuri replica a Giani sul bando di selezione delle guide: «Una tempesta in un bicchier d’acqua»

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PORTOFERRAIO. «Il presidente del consiglio regionale Giani poteva informarsi meglio prima di sparare a zero. Le accuse sul bando per le guide Parco sono assolutamente infondate. Non mi era mai capitata una cosa del genere».

Giampiero Sammuri, presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, non ha apprezzato l’intervento pubblico di Eugenio Giani che, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Firenze, si è schierato a difesa delle guide ambientali e ha criticato apertamente il Parco che, nei giorni scorsi, ha pubblicato il bando per la selezione pubblica di 50 guide esclusive dell’ente. Contro il bando si sono messe in moto alcune delle guide che in questi anni hanno lavorato con il Parco, sostenute dall’associazione Agae: nel mirino i requisiti di accesso alla selezione pubblica che, secondo la loro posizione, rischia di tenere fuori molti di loro.

Il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani ha ribadito come la legge regionale che istituisce le guide ambientali debba essere rispettata. Ma la presa di posizione ha innescato la reazione immediata del presidente del Parco Giampiero Sammuri, che ci tiene a fare alcune precisazioni. «Sinceramente sono sorpreso da quanto dichiarato dal presidente del Consiglio, glielo ho scritto in una breve nota che ho inviato questa mattina – dice Sammuri – nel merito della questione, sinceramente, non riesco a capire l’oggetto del contendere. Le guide ambientali e le guide del Parco sono due figure professionali regolamentate da due leggi diverse. All’interno di un parco possono lavorare guide dedicate, guide ambientali e figure che hanno entrambe le qualifiche. Il timore è che con l’ingresso delle nuove guide parco non ci sia più posto per le guide ambientali? Non sta né in cielo né in terra, basti pensare che con le liberalizzazione delle professioni basterebbe iscriversi alla camera di commercio per poter esercitare il ruolo di guida anche nel territorio del Parco».

Il bando. Il polverone di questi giorni è conseguente all’uscita del bando per la selezione di 50 guide dedicate del Parco. Guide dedicate che furono formate nei primi anni del 2000 e che, al Parco, sono attualmente solo sei. L’ente, alla stregua di quanto fatto da altri enti Parco italiani, ha avviato una nuova selezione, curata dall’istituto Pangea. Sono arrivate oltre 120 domande per la selezione, articolata in un esame dei titoli e in una prova d’esame. Dopo una prima scrematura rimarranno 80 aspiranti guide Parco che parteciperanno a dei corsi di formazione che si terranno a Sabaudia Lazio. Al termine verrà stilata una graduatoria.

La polemica è scattata sul luogo e le date scelte per i corsi (in piena stagione primaverile e, quindi, di lavoro pieno per le guide): date che in queste ore sono state modificate dal Parco. Ma è soprattutto sui requisiti di accesso e sulla mancata valorizzazione del ruolo esercitato dalle guide ambientali che si è innescata la polemica. La confusione è dovuta al fatto che le due figure professionali, guida ambientale e guida Parco, sono diverse e regolamentate da due leggi distinte, sebbene in concreto siano utilizzate in modo pressoché identico. Il timore da parte delle guide ambientali è che l’inserimento di 50 guide dedicate possa diminuire in modo drastico il lavoro per il Parco.

Il presidente Sammuri ribadisce quanto, in realtà, le polemiche di questi giorni siano simili a una tempesta in un bicchier d’acqua. «La percentuale di guide ambientali che lavorano con contratti con il Parco sono basse rispetto al totale delle escursioni – spiega Sammuri – e, comunque chi ha svolto negli anni il ruolo di guida e conosce il Parco sarà inevitabilmente avvantaggiato rispetto a chi parte da zero». Il riferimento indiretto di Sammuri è agli articoli 7 e 7 bis relativi al titoli valutabili che attribuiscono punteggi ulteriori a chi, negli anni, ha maturato esperienze certificate come guida. «Inoltre – aggiunge Sammuri – chi ha esperienza in questo tipo di attività ha accumulato delle competenze maggiori a chi tenta la selezione partendo da zero. Il bando è lo stesso sperimentato in altre zone d’Italia e non ci sono stati problemi di alcun genere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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