Il Tirreno

Canile, 600mila euro in mano ai sindaci

di Luca Centini
Canile, 600mila euro in mano ai sindaci

La fondazione tedesca gestirebbe la struttura per 20 anni, ma è indispensabile un accordo tra i Comuni

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CAPOLIVERI. Non ci sono più alternative, se mai ci sono state. I sindaci elbani dovranno mettersi d’accordo, se vorranno dotare l’isola d’Elba di un canile e un gattile.

Stavolta l’assist ai primi cittadini elbani, quanto meno inatteso, è arrivato da una Fondazione tedesca (Bastet Stiftung Hamburg): la fondazione è disposta a finanziare fino a un massimo di 600mila euro un progetto condiviso e unitario per la realizzazione di un canile e un gattile. Perdere anche questi soldi nel caso di un mancato accordo con le amministrazioni sarebbe imperdonabile, se si tiene conto del naufragio del progetto dell’allora Comunità montana e dei Comuni elbani che sono già stati costretti a restituire già 235 mila euro (135mila dalla Regione e 100mila dal Ministero della Sanità) a sostegno di un progetto mai portato a termine.

La proposta della Fondazione. La signora Esther Haindl ha inviato a fine gennaio una nota al Comune di Capoliveri con la quale la Fondazione tedesca propone al Comune di Capoliveri di poter sostenere fino a un massimo di 600mila euro la realizzazione di un canile e gattile (il progetto originario del canile, datato 2005, prevede la realizzazione della struttura comprensoriale a Colle Reciso). La proposta è tuttavia vincolata alla stipula di una convenzione con i Comuni elbani e «non costituisce obbligazione alcuna né la Fondazione né il Comune», si legge nell’atto approvato dalla giunta capoliverese.

I 600mila euro, dunque, non sono frutto di una donazione a fondo perduto, ma sono legati a un progetto preciso che potrà andare in porto solo in caso di accordo tra tutti i sindaci dell’isola. Non solo. La Bastet Stiftung Hamburg intende ovviare alla carenza di assistenza veterinaria e per contenere al proliferare della popoalzione felina. La convenzione, secondo quanto proposto dalla Fondazione, dovrà fare in modo che i pagamenti dalla Fondazione ai Comuni siano subordinati all’esatta esecuzione delle fasi del progetto. Inoltre l’associazione ha chiesto che la nuova struttura sia gestita per un periodo non inferiore a 20 anni dalla stessa Fondazione o da associazioni o enti indicati dalla Fondazione stessa. E, ultimo punto ma non per importanza, la Fondazione tedesca intende vuole garanzie affinché i soldi versati ai Comuni siano impiegati esclusivamente per la realizzazione del canile e non per altri fini.

Comuni al bivio. Le amministrazioni, insomma, non hanno scelta. Devono sbloccare l’empasse che si trascina da oltre dieci anni per sbloccare il progetto di Colle Reciso. Il Comune di Capolivei non ha mai acceso il mutuo per la realizzazione del canile, spiegando come le condizioni finanziarie dell’ente non permettessero un ulteriore indebitamento dell’ente. A questo si aggiunge la gestione dell’ex Unione dei Comuni che, come riportò la relazione del commissario liquidatore De Castelli, spese i soldi ottenuti da Regione e Ministero per soddisfare esigenze di liquidità dell’ente.

L’empasse sul mutuo e sulla partenza dei lavori non si sono risolti negli anni, tanto che - nel 2013 e dopo l’esplosione del caso delle villette di Lacona, legate a doppio filo alla questione del canile - il sindaco Barbetti decise di dare incarico ad un legale e a mettere in mora gli altri Comuni per la mancata esecuzione del progetto del canile. Nel 2014 la stessa amministrazione capoliverese ha provato a riallacciare i contatti con le altre amministrazioni, ma senza che vi sia stata una soluzione. Fino al colpo di scena di questi giorni. Dalla Germania sono pronti 600mila euro, sindaci permettendo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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