«Se salta l’incontro occorre subito manifestare»
PIOMBINO. «Mancano pochi giorni all’11 e tutto tace, vuol dire che è saltato l’incontro per l’ennesima volta? Se è così, cosa si aspetta a dirlo?». Così si esprime “Minoranza sindacale”, secondo cui...
PIOMBINO. «Mancano pochi giorni all’11 e tutto tace, vuol dire che è saltato l’incontro per l’ennesima volta? Se è così, cosa si aspetta a dirlo?».
Così si esprime “Minoranza sindacale”, secondo cui «sarebbe assurdo che l’incontro si svolgesse addirittura a fine mese, o giù di lì, perché significherebbe che non c’è niente di definitivo e che si continua a lanciare la palla in calcio d’angolo perché non si sa più cosa fare o cosa dire».
Per questo «se l’incontro va abbondantemente oltre l’11, è indispensabile che sia promossa la manifestazione di tutto il territorio di Piombino lo stesso giorno dell’incontro, o addirittura anche prima. La manifestazione presso le istituzioni, locali e nazionali, deve servire, finalmente, a scoprire la verità sul progetto Piombino: si tratta di una cosa seria o di una truffa? A questo punto, se i sindacati e le istituzioni faranno ancora “melina”, saranno, insieme a Cevital Aferpi, i veri responsabili della sorte dei lavoratori. Ciò significherebbe che sarebbero chiamati a trarne le conseguenze anche in termini di cessazione del loro mandato politico e sindacale».
Così “Minoranza sindacale” sostiene che, «in questa vicenda infinita, gli unici che hanno già pagato e stanno tuttora pagando sono i lavoratori che sono stati costretti a cedere, con il famoso accordo capestro, una parte consistente del loro già misero salario e dei loro diritti oltre che, ad oggi, migliaia di posti di lavoro, quelli dell’indotto. In compenso hanno ricevuto solo promesse e illusioni. Adesso basta davvero, sono i lavoratori che devono incassare gli impegni che hanno sottoscritto i sostenitori del modello Piombino».
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