Italia
Nuovi panorami e mosaici per conoscere Populonia
Silvia Guideri (Parchi) ci guida tra i cantieri del progetto di valorizzazione dell’Acropoli.Un milione per viabilità e pannelli, l’appoggio della Soprintendenza Toscana
PIOMBINO. A ogni passo la cura nell’evitare pezzi di vasi etruschi o, al massimo, romani, ma sempre di qualche secolo avanti Cristo. Qui la sorveglianza c’è grazie ai cantieri del progetto di conservazione e valorizzazione del Parco archeologico di Baratti e Populonia. L’archeologia che diventa leggibile, la promozione che spinge la ricerca. Arcus, il progetto da un milione di euro che darà nuova veste all’Acropoli e che permette a Silvia Guideri, direttore della divisione parchi e musei di veder realizzati parte dei progetti di uno studio ancor più complesso. Giorni importanti, questi, per gli archeologi e storici anche qui.
A Baratti c’è pure Andrea Camilli, funzionario della Soprintendenza archeologica della Toscana (già sulle barricate contro la riforma del Mibac) per valutare gli interventi a San Cerbone dopo l’alluvione e la ricerca sulle mura basse di Populonia (lungo la strada che sale da Baratti).
Mentre per rimuovere le pietre e mettere in sicurezza il muro dell’Acropoli, sulla strada per Populonia, bisognerà aspettare l’intervento straordinario del Comune.
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Arcus. «Da un progetto ben più ampio, in formato ridotto che con Arcus finalmente si può realizzare – dice Silvia Guideri – Prende corpo un’idea da sempre promossa da Riccardo Francovich che ha avuto un ruolo base non solo nell’esplorazione e nello studio dell’insediamento della Rocca San Silvestro, ma anche nel concepimento della musealizzazione, condotta secondo criteri che, assolutamente all’avanguardia per l’epoca dell’istituzione dei parchi, restano ancora eminenti per il rigore scientifico e per l’efficacia della comunicazione». Memoria-passione: Guideri, tra l’altro con Francovich a San Silvestro già nel 1984, da studentessa: «Importante – spiega Silvia – valorizzare l’area dell’Acropoli che soffre ancora di tanti problemi di leggibilità. Più facile è stato per il parco di Baratti, una volta liberate le tombe monumentali dalle scorie ferrose che parlando da sé».
Archeologia urbana. «Diversa l’archeologia urbana – aggiunge Silvia Guideri – che procede con le diverse fasi sovrapponibili. Poi molti resti sono stati utilizzati come base per la costruzione del vicino borgo. Dunque un gran lavoro fatto di progetti e impegno sino all’apertura dell’Acropoli nel 2007 – aggiunge – almeno di quella parte di città scoperta, grazie alla sinergia istituzionale tra enti. Questo perché l’azione conservativa delle opere sotto tutela deve sempre procedere di pari passo con la gestione del patrimonio e della sua promozione. Non esistono “solo” le tombe di San Cerbone, c’è una Populonia città che aveva una sua vita ».
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Nuovi percorsi. Tante declinazioni di godibilità tra Baratti e Populonia. «Dunque gli scavi sulla spiaggia, la ricostruzione delle attività produttive, lo scavo del monastero di San Quirico e un’immediata gestione che allora c’era, Parchi. Sempre insieme criticità e godimento, gestione e ricerca. Nel parco devono convivere e c’è un mondo ancora da scoprire, magari con una passeggiata nella storia pedonale o ciclabile. Ora vediamo il 10% di quanto sarebbe possibile ripercorrendo il raccordo della vecchia Aurelia, la Romanella sul tracciato di continuità di vita del territorio: la nascita del monastero di San Cerbone, dinamiche dalla Preistoria all’età contemporanea. I collegamenti con le sovrapposizioni di scavo ed estrazione a San Silvestro. Di ricerca ce n’è ancora tanta da fare sempre con l’intento di restituire alla comunità senza ipotecare il patrimonio, valore da tutelare sempre».
Mura etrusche da scoprire. Mura estrusche imponenti V sec. a.C. o forse prima. Ci si passeggiava sopra senza saperlo. Ora , col progetto Arcus, si potranno scoprire (nella foto). Prende forma l’archeologia condivisa da sempre cuore dei parchi. Nell’Acropoli, un passo avanti nella comprensione della città etrusco-romana col milione di euro assicurati dalla validacollaborazione tra Soprintendenza, Parchi Val di Cornia, Università. Progetto finanziato attraverso un bando da Arcus (società del ministero che ha il compito di sostenere in modo innovativo progetti ambiziosi) che punta ad assicurare continuità e coordinamento fra le fasi di ricerca, consolidamento e restauro delle strutture e successiva valorizzazione. Operazione che coinvolge aree mai aperte al pubblico, che hanno bisogno di una progettazione integrale dei sistemi di viabilità, pannellistica e arredi, ad aree già indagate in passato ma per le quali l’importanza dei dati archeologici contrasta con la difficile percezione che il pubblico di non addetti riesce ad avere. Sarà realizzata la ricostruzione parziale di uno dei templi, resi visibili al pubblico i mosaici delle Logge. Verrà pure realizzato un nuovo percorso di visita che permetterà di visitare gli ambienti che ospitavano il mosaico dei pesci, rubato dai tombaroli, recuperato all’estero prima che sparisse per sempre ed esposto - oggi - al museo archeologico in Cittadella.
Impegno e tutela. Dalla Soprintendenza, Andrea Camilli è a Baratti per valutare i primi risultati post-alluvione. «Valido il lavoro sulla tomba delle oreficerie fresca di restauro – conferma – mentre sulla tomba dei flabelli l’intervento è ancora in corso. Studio preliminare, ma di grande importanza quello sulle tracce delle mura basse, di cui non si conosceva l’esistenza lungo la strada che porta a Populonia, area che molto ha da offrire». Camilli teme, come tanti soprintendenti, che siti e aree archeologiche con minor appeal turistico vengano abbandonate. Che ci sia, con dirigenti non archeologi, contrazione della tutela (parere tecnico subordinato al giudizio “politico” del Prefetto) con la scomparsa dell’archeologia preventiva, più l’ovvio riflesso in negativo da un punto di vista occupazionale (senza tutela non ci sono scavi). Ma la mobilitazione in difesa della nostra storia è tutt’altro che finita.
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