Grande attesa per l’operazione General Electric
Domenica a Firenze l’incontro con Renzi, Rossi e Guidi in cui Il colosso americano illustrerà i piani per Piombino
PIOMBINO. C’è grande attesa per l’appuntamento di domenica 31 gennaio a Firenze, dove Jeff Immelt (amministratore delegato di General Electric) incontrerà il presidente del consiglio Matteo Renzi, quello della Regione Enrico Rossi e il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Alle 17,30 a Palazzo Strozzi Sacrati i vertici del colosso americano spiegheranno nei dettagli quali e quanti investimenti intendono fare in Italia, compresa l’operazione che riguarda Piombino.
Verranno firmati due protocolli di intesa nei quali sono coinvolti anche il presidente e ad di Oil & Gas Lorenzo Simonelli, il presidente di Nuovo Pignone Massimo Messeri e il presidente e amministratore delegato di Avio Aero Riccardo Procacci.
Lunedì e martedì (1 e 2 febbraio) è in programma poi il meeting annuale della compagnia che incontrerà investitori e aziende del settore del gas e del petrolio provenienti da tutto il mondo. C’è molta attesa dunque per domenicai, anche a Piombino dove da un anno va avanti una complessa trattativa con la General Electric per allestire, sul porto, un cantiere di assemblaggio (complementare a quello di Avenza) di moduli industriali per la produzione di energia o la produzione del gas.
Nel mezzo, a complicare la stessa trattativa, i tempi per la conclusione dei lavori al nuovo porto. O meglio i soldi, più che i tempi: una sessantina di milioni che mancavano per completare il piazzale operativo di otto ettari al quale era, ed è, interessata la General. Poi quei soldi sono arrivati, a fine anno, grazie all’approvazione in consiglio regionale di un collegato alla legge finanziaria che autorizzava ad accendere un mutuo di 70 milioni, di cui 60 netti da investire sulle banchine, con una rata di circa 4 milioni all’anno (tre coperti dalla Regione e uno dall’Autorità portuale).
Trovati i soldi, avviato il completamento della banchina, ecco dunque giungere al termine anche la trattativa con la General Electric.
Nel marzo dello scorso anno Massimo Messeri, presidente di Nuovo Pignone GE, ipotizzò un investimento di circa 50 milioni con una prospettiva di occupazione intorno alle 350 persone. Le previsioni attuali, stando a quanto abbiamo appreso, sono un po’ più basse: si attestano infatti intorno ai 40 milioni di investimento, con un’occupazione minima di 130 persone che potrebbe raddoppiare una volta a regime.
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