Italia
Campo è in lacrime, Giorgia non ce l’ha fatta
La bambina di tre anni e mezzo lottava da tempo contro una malattia La notizia ha gettato nello sconforto la comunità scolastica del paese
MARINA DI CAMPO. Una tragedia bestiale e ingiusta ha scosso in queste ore la comunità di Marina di Campo e ha spezzato la vita di una bambina di appena 3 anni e mezzo.
La piccola Giorgia Borroni è morta nel primo pomeriggio di ieri all’ospedale Meyer di Firenze, dove alcuni giorni fa era stata sottoposta di un intervento chirurgico. La bambina era alle prese con una gravissima malattia che, purtroppo, si è dimostrata implacabile. Da circa due anni la piccola faceva la spola tra l’Elba e l’ospedale pediatrico fiorentino per sottoporsi alle terapie, accompagnata dai genitori Matteo e Francesca. La famiglia si è trasferita da qualche anno all’Isola d’Elba.
La notizia della morte della piccola ha gettato nello sconforto la comunità di Marina di Campo e i tanti conoscenti che hanno seguito in questi mesi la vicenda della famiglia campese con grande apprensione. Fin dalla mattina di ieri le brutte informazioni in arrivo da Firenze sono rimbalzate, come dei macigni, fino all’isola d’Elba. Purtroppo, intorno alle 13, la voce della morte della piccola Giorgia si è sparsa sull’isola. Un dolore fortissimo a Marina di Campo, soprattutto nelle famiglie degli alunni dell’asilo del paese che la bambina ha frequentato in questi anni.
«Alla notizia del grave lutto che ha colpito la nostra comunità, per la prematura scomparsa della piccola Giorgia – hanno fatto sapere con una nota le madri del direttivo del comitato dei genitori dell’istituto comprensivo di Marina di Campo – annulliamo la festa di Carnevale del 7 febbraio. Ci stringiamo al dolore e porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia». Il sindaco di Campo nell’Elba ha lasciato un suo pensiero su Facebook: «Una notizia che toglie il respiro. Il fulmine a ciel sereno che squarcia le nostre certezze e ci mette di fronte ad una precarietà che spesso non vediamo o che non vogliamo accettare. Basta con le parole, adesso è il momento del dolore, del raccoglimento e della preghiera».
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