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«In Val di Cornia paghiamo l’acqua più cara d’Italia»
SUVERETO. L’acqua potabile in provincia di Livorno e in Val di Cornia è la più cara d’Italia. Su questo si concentra l’intervento di Assemblea popolare. La lista suveretana di maggioranza si...
SUVERETO. L’acqua potabile in provincia di Livorno e in Val di Cornia è la più cara d’Italia. Su questo si concentra l’intervento di Assemblea popolare. La lista suveretana di maggioranza si riferisce ad una indagine nazionale della Federconsumatori che boccia l’Asa dimostrando che dal 2017 al 2014 le tariffe del servizio idrico pagate dai cittadini sono cresciute del 58,8 per cento. «Nel 2014 - si afferma - le tariffe di Livorno sono state addirittura superiori del 40 per cento rispetto alla media nazionale. Si tratta di una situazione ingiustificabile, anche tenendo conto della scarsa qualità del servizio.
Assemblea popolare afferma che nel 2015 le tariffe sono state ancora aumentate da parte dell’Ait (Autorità idrica toscana) e dell’Asa. E ricorda d’aver denunciato più volte questa situazione. «Il Comune di Suvereto - prosegue la lista - è stato l’unico ad opporsi all’aumento. Perché gli altri non si fanno carico di questa situazione? Perché l’obiettivo primario dei sindaci Pd è quello di difendere l’Asa anziché farsi interpreti dei bisogni dei cittadini e delle famiglie, ingiustamente vessate dalle tariffe più alte d’Italia».
«L’ultima legnata sulle famiglie è avvenuta nel 2015 quando a Livorno, in una riunione dell’Autorità Idrica Toscana Costa, con l’assenso e l’indifferenza degli amministratori del Pd è stato deliberato un ulteriore aumento. L’unico contrario all’aumento - ricorda Assembela popolare - fu il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi e solo grazie a lui questa decisione fu resa pubblica. Gli altri sindaci disertarono la riunione o si limitarono a mandare qualche assessore, muti a difendere il sistema più esoso e iniquo di tutta Italia. Speriamo che l’indagine di Federconsumatori svegli le coscienze e spinga i sindaci a fare il possibile per uscire da questo poco onorevole primato».
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