Il Tirreno

«Porteremo la differenziata al 70%»

di Guido Fiorini
«Porteremo la differenziata al 70%»

Sei Toscana ha preso in carico dal primo gennaio raccolta e spazzamento, l’Ad Eros Organni illustra gli obiettivi

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PIOMBINO. L’obiettivo è ambizioso: raggiungere il 70% della raccolta differenziata in Val di Cornia, portando anche al 50% la quantità dei materiali avviati a riciclo. Eppure questo è quello che punta a raggiungere Sei Toscana, il gestore unico dei rifiuti che, dal primo di gennaio, ha preso in carico il servizio di raccolta e spazzamento nei sei Comuni che erano di Asiu: Piombino, Campiglia, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta e Castagneto.

Ma i progetti di Sei Toscana non si fermano alla differenziata, ma l’intenzione è di aumentare la raccolta domiciliare, incrementare le postazioni stradali, promuovere il compostaggio, anche domestico. E dare, una volta per tutte, soluzione al problema delle discariche abusive, spuntate come funghi qua e là sul territorio.

Ne parliamo con Eros Organni, piombinese e amministratore delegato di Sei Toscana. Che ci illustra anche gli investimenti previsti nell’area, la politica di riduzione dei costi e gli effetti che tutto questo avrà sulla tariffa che, per legge, deve adesso coprire il 100% del costo complessivo del servizio. E che, fra non molto, sarà fissata su criteri oggettivi da un’autorità centrale.

«Anche se siamo in Val di Cornia dal 1° novembre - dice Organni -, di fatto il servizio lo gestiamo solo da pochi giorni, dopo il via libera dell’Ato. E vogliamo lavorare per far capire che il servizio non si ferma a raccolta e spazzamento, perché se veramente si vuole ridurre il conferimento in discarica e il riciclo di materia, il tutto va pensato come un vero e proprio piano industriale, che vada dal trasporto, alla gestione degli impianti, fino ai mercati. Il progetto di Sei parte proprio da questo e l’obiettivo è andare verso una maggiore efficienza complessiva».

Quali i primi obiettivi?

«Il primo è raggiungere gli obiettivi regionali e comunitari sulla raccolta differenziata: il 70% entro il 2020. E con la stessa scadenza far salire al 50-55% la quantità di materiale effettivamente riciclata. Purtroppo si parte da basi basse (San Vincenzo, la zona migliore, è al 44%, Sassetta non arriva al 20%, ndr), ma siamo convinti di potercela fare».

Come vi state organizzando?

«Vogliamo riqualificare il servizio, arrivando alla raccolta porta a porta quasi ovunque, migliorando mezzi e impianti, riducendo le strutture vecchie e puntando su recupero dell’organico e riciclo della materia».

Ci dia qualche dettaglio in più.

«La raccolta differenziata nell’area è intorno al 35%, bassa, ma in linea con il resto dell’Ato Sud. Pensiamo quindi di espandere il modello di porta a porta che stiamo sperimentando a Suvereto. Pensiamo di estenderlo al 70% delle utenze della Val di Cornia. Dove non sarà possibile piazzeremo delle postazioni stradali, comunque finalizzate alla differenziata. Inoltre spingeremo sul recupero della “forsu” (frazione organico da rifiuti solidi urbani, ndr), per andare al compostaggio, anche domiciliare. Inoltre abbiamo previsto investimenti immediati per circa 500mila euro per mezzi e attrezzature e un milione per i centri di raccolta».

Un grosso problema sono le discariche abusive. È inciviltà della gente, ma la Val di Cornia è piena.

«Nel contratto di servizio è un’attività opzionale. Ma abbiamo comunque intenzione di farcene carico, in collaborazione con i Comuni. Possiamo occuparci sia della bonifica delle aree, sia della ricerca delle discariche».

Con i sindacati avete un buon rapporto?

«Abbiamo assorbito circa 90 persone da Asiu, le altre restano alla società per i loro progetti. Siamo in accordo con i sindacati, tutto il personale mantiene le stesse garanzie che aveva in precedenza».

Parliamo della tariffa. Si pagherà di più?

«Su questo aspetto non va fatta demagogia, prima di tutto perché non è il gestore che la stabilisce. Al momento la fanno i Comuni, ma presto sarà regolata da un’autorità nazionale, su dati oggettivi. Una cosa è certa: per legge dovrà coprire il 100% dei costi. Per quanto ci riguarda, da quando abbiamo in carico il servizio sull’intera area dell’Ato (Piombino, Grosseto, Siena, Arezzo, ndr) abbiamo diminuito i costi di 4,5 milioni di euro solo rendendo i meccanismi più efficienti. Al tempo stesso non è pensabile che si faccia un’operazione di questa importanza senza impatto sui costi. Non si possono vendere sogni, migliorare l’impatto sull’ambiente ha un costo, il tutto va visto all’interno di un quadro di sostenibilità da condividere con i Comuni».

E perché la gente dovrebbe sforzarsi a differenziare?

«Stiamo lavorando a un sistema di tariffazione ottimale che consenta di premiare, in tariffa, chi fa meglio la raccolta differenziata. Dove è stato fatto ha portato ottimi risultati e vantaggi economici alle famiglie».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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