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Le figlie di Onorato scappano dal padre Ora sono in comunità

Le figlie di Onorato scappano dal padre Ora sono in comunità

Le bimbe al centro della contesa tra l’armatore e l’ex moglie Il patron di Moby è accusato di violenza, ma si difende: falso

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PORTOFERRAIO. Sono scappate di casa nel cuore della notte. Poi le due bambine hanno chiamato la madre che si trovava a Milano e, quindi, sono state accolte in una comunità protetta per minorenni. Tutto questo per scappare dal padre che, secondo quanto hanno raccontato alla polizia, le avrebbe picchiate. Il padre in questione è Vincenzo Onorato, armatore di Moby Lines e di Toremar, da sempre legato all’Isola d’Elba, dove ancora vive la madre.

La notizia, drammatica, della fuga delle figlie minorenni dell’imprenditore è stata riportata in un articolo del quotidiano Repubblica. Si tratta dell’ultimo capitolo della lunga e tormentata storia tra Onorato e l’ex moglie Lara, con la quale l’imprenditore si è separato nel 2012 (da tempo ha chiesto il divorzio).

È il 12 gennaio. Secondo il quotidiano Repubblica, le bambine avrebbero nascosto cuscini sotto le lenzuola, per evitare che il padre si accorgesse della loro assenza. Poi avrebbero rassicurato il fratellino che presto sarebbero tornate a portare via anche lui. Una volta in strada hanno chiamato la madre. E proprio di Lara è la chiamata al 113.

Ai poliziotti una delle due bambine fa ascoltare un file audio registrato sul telefonino. Si sentono insulti e quelle che vengono descritte come percosse. La voce è del padre. La polizia contatta il magistrato a notte fonda: viene disposto l'affidamento nella comunità protetta per minorenni. Sentito dai giudici del tribunale per i minori Onorato dice: «Sono convinto che la fuga sia stata organizzata dalla madre».

Non è la prima volta che la vicenda familiare dell’armatore napoletano finisce sulle pagine dei giornali: dal 2013 tra i due ex coniugi è esplosa la battaglia legale per i figli minorenni, dapprima affidati alla madre e, pochi mesi fa, affidati invece all’armatore. Nel mezzo una battaglia infinita che ha coinvolto i tribunali di Milano e quelli statunitensi, con la donna che ha denunciato Onorato per maltrattamento sui figli e con l’armatore che, a sua volta, l’ha denunciata per sottrazione di minori. Nel 2015 i giudici americani avevano ritirato il passaporto all’ex moglie di Onorato, impedendole di vedere i figli.

Alla luce di quanto emerso in queste ore, l’avvocato di Vincenzo Onorato, Eva Lenski, ha inviato al nostro giornale una lunga lettera nella quale si chiarisce come i fatti emersi sulla stampa diano solo una visione «parziale e fuorviante» della vicenda.

Secondo il legale il comportamento della bambine, «ampiamente previsto», sarebbe stato in qualche modo architettato dalla ex moglie. Quanto alla registrazione riportata da Repubblica che testimonierebbe la violenza sulle bambine la legale sostiene come sia «avvenuta a bordo di un taxi in presenza di testimoni che consentono di riportarla alla sua esatta dimensione e al preciso contesto».

«Onorato – si aggiunge nella lettera – non solo mai ha utilizzato nei confronti delle figlie alcun tipo di coercizione fisica, ma si è adoperato e continuerà farlo per aiutarle».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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