FOLLONICA «Questo territorio è uno di quelli che in Italia hanno le maggiori potenzialità. Va messo nelle condizioni di prenderle in pieno. Prima di tutto va connesso con il resto del Paese e con il mondo. Il governo in questo senso è pronto a fare la propria parte»: lo ha detto il ministro per le politiche agricole Maurizio Martina al convegno “Circolo virtuoso, opportunità e sviluppo possibile nel sud della Toscana” di Irpet e Regione alla Leopolda, di fronte a un pubblico molto numeroso, autorità, amministratori, decine di imprenditori.
E a chiusura della giornata il governatore Enrico Rossi ha raccolto l’assist e rilanciato: «Le infrastrutture sono decisive perché la Toscana della costa e del sud riesca a marciare alla stessa velocità di quella centrale. È la nostra sfida come Regione, se avverrà saremo competitivi come la Baviera, ma dal Governo ci aspettiamo che traduca in fatti le parole di apertura che abbiamo ascoltato. E quindi che firmi la convenzione con Autostrade per la Tirrenica (ma manca ancora quella con l’Unione Europea, ndr) e finanzi la 398 e quel che manca di Grosseto-Siena. Non possiamo aspettare oltre».
Oltre a Governo e Regione erano presenti i rappresentanti delle categorie (Breda di Cna, Rabazzi della Cia, Fabianelli di Assoindustria e Parrini degli Albergatori) e alcune fra le aziende che più investono in Toscana (Azzi di Aferpi, Mansi della Nuova Solmine, Pacini di Tioxide, Rossi di Conserve Italia, Vecchioni di Bonifiche Ferraresi e Orsini del Golf Club Argentario).
Il direttore dell’Irpet Stefano Casini Benvenuti ha tracciato un quadro dell’area omogenea che da Piombino va fino a Grosseto e la zona sud del Senese non certo rassicurante: la zona cammina lentamente e solo alcuni settori, però marginali per il Pil, come l’agricoltura, procedono a ritmi interessanti. Ma proprio per questo i margini di crescita sono maggiori che altrove, a patto che si realizzino le infrastrutture e che le imprese riescano a fare squadra per competere sui mercati internazionali. «L'esperienza agricola, agro-alimentare di questa parte della Toscana è cruciale per la regione e per il modello agricolo italiano - ha detto ancora il ministro Martina . Abbiamo delle disponibilità importanti per i prossimi anni, penso in particolare ai fondi europei agricoli che da qui al 2020 ci potranno consentire di impegnare quasi un miliardo di euro per questa regione e questa è un'occasione utilissima per fare il punto e soprattutto per tracciare impegni concreti per i prossimi mesi ed anni».
Il territorio - ha sottolineato il ministro - deve aprirsi il più possibile: «La connessione infrastrutturale e logistica deve fare il salto di qualità. Noi faremo la nostra parte, ma la sfida va raccolta anche qui, dove vanno create aggregazioni di imprese, filiere e consorzi. E dove serve attenzione all’innovazione. Infine non dimentichiamo che la vera sfida per chi produce in agricoltura è passare anche alla trasformazione».
Il ministro ha lanciato anche una suggestione: «La Maremma e la costa fino a Piombino possono diventare, ad esempio, una piattaforma sperimentale nazionale per l’acquacoltura».
Enrico Rossi ha raccolto la sfida del ministro e rilanciato: «La nostra sfida è proprio per l’area omogenea Piombino-Grosseto e parte del Senese, pensiamo a un progetto che abbia caratteristiche comuni. In questo contesto il porto di Piombino è centrale, per cui può essere la locomotiva per tutta la zona. Credo che da qui possa ripartire lo sviluppo industriale. Ma, attenzione, si deve smettere di pensare all’industria in contrapposizione ad ambiente e paesaggio, serve un’idea condivisa di sviluppo».
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I finanziamenti per il porto di Piombino, ora in grado di ospitare anche le grandi navi, sono quindi decisivi per l’intera area, non solo per il promontorio: «Non è importante solo per Aferpi, che pure oltre che nella siderurgia sta investendo in altri settori, ma anche per multinazionali come General Electric che, insediandosi sulle nuove banchine, è interessata ad avere rapporti con tutto il territorio».
E quindi Rossi ha ribadito l’importanza delle infrastrutture: «Quest’area non può ripartire senza il corridoio tirrenico, al governo chiediamo tempi certi. Al tempo stesso, per la logistica agro-alimentare, è decisiva la Grosseto-Siena, percorso alternativo all’A1 per il nord Italia. Entro un paio di mesi, al massimo, contiamo di avere delle risposte». @guifiorini