Saldi, inizio tiepido C’è la ripresina ma no ai trionfalismi
Confesercenti e Confcommercio confermano i progressi «Ok l’abbigliamento, ma all’Elba si compra meno che altrove»
PORTOFERRAIO. Prima settimana di saldi. «Non c’è stato il botto, ma l’inizio può definirsi buono». Lo dichiara Franca Rosso, presidente della Confcommercio dell’Isola d’Elba.
Del resto, un certo movimento lo si è notato andando in giro per i maggiori negozi del centro storico della città e, se pure non possa parlare di un assalto di clienti né di file, tuttavia la sensazione comune che si è registrata è stata quella della piccola, ma dichiarata ripresa dei consumi. Dopo circa quattro anni durante i quali anche le occasioni di ribasso della merce sui cartellini dei prodotti in vendita non funzionavano più di tanto per invogliare la gente all’acquisto, ecco oggi invece siamo in controtendenza. Prezzi al ribasso dal 30 fino al 50% costituiscono un’opportunità da non perdere per i clienti. Ma anche per gli stessi imprenditori che in questo modo possono recuperare le perdite registrate a causa della crisi economica e dei suoi fattori collaterali: il calo dei consumi, aumento di tasse e costi di gestione.
Trascorsa la prima settimana e passata la novità dell’apertura della stagione saldi, siamo ritornati in un clima di acuisti a rilento. Tuttavia qualche segnale che si era nelle condizioni diverse rispetto agli altri anni lo si era registrato fin dal periodo cosiddetto natalizio, quando ci si preparava a mettere sotto l’albero di Natale qualche regalo di un certo valore per i propri cari. «L’andamento positivo per le vendite – dice Franco De Simone, presidente di Confesercenti di Portoferraio – lo si è riscontrato attraverso un’indagine che abbiano condotto interpellando i nostri operatori. La ripresa non è però sugli stessi livelli che sono stati registrati a livello nazionale».
Secondo Franco De Simone una delle cause che influiscono nel non invogliare più di tanto la gente all’acquisto è la tassazione locale su famiglie e imprese. «Penso – aggiunge il presidente della Confesercenti – che questo sia stato un fattore che ha condizionato negli ultimi anni negativamente la propensione dei clienti elbani a spendere». E quali sono stati allora gli articoli che in questa prima settimana sono stati ai vertici delle preferenze nelle vendite? «Sono i capi di abbigliamento anche di qualità e in un certo senso quelli più costosi – risponde Franca Rosso – Si è aspettato che iniziassero i saldi per recarsi nel negozio dove era stata esposta la merce per approfittare del ribasso. Del resto se non se ne approfitta dei saldi, quando allora ci si decide di comperare un capo buono?». Negozi dunque di vestiario, di abbigliamento sono quelli più frequentati e dove la gente si ferma di più, ma anche dove si vendono scarpe e borse. «Si guarda maggiormente – nota sempre Franca Rosso – alle cose di cui si ha maggiormente bisogno». Ma ci sono anche dei negozi, come qualcuno sempre nel centro storico, che non hanno usufruito più di tanto dell’opportunità dei saldi. Seguono poi gli articoli di elettronica e telefonia. «L’indagine che abbia condotto – spiega Franco De Simone – non deve essere presa in termini scientifici, ma semplicemente indicativi per verificare come si muovono i gusti delle persone».
Conclude Franca Rosso: «I saldi sono un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. Speriamo che gli elbani si rechino nei negozi e acquistino la merce, per far girare così l’economia isolana».
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