Il Tirreno

L’agricoltura respira, il bilancio cresce

di Annalisa Mastellone
L’agricoltura respira, il bilancio cresce

La Confederazione italiana agricoltori tira le somme e sottolinea: «Finalmente una ripresa produttiva in tutti i settori»

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VENTURINA. «Dopo anni di sofferenza, l’agricoltura in provincia di Livorno ha registrato finalmente una ripresa produttiva in tutti i settori». A dirlo è la Cia, Confederazione italiana agricoltori, di Livorno, che ieri ha incontrato la stampa per presentare il Report dell’annata agraria 2015. A presentare numeri, analisi e previsioni, la presidente Cinzia Pagni, il vicepresidente Pierpaolo Pasquini, i dirigenti Massimo Chiavaroli e Alessandro Meini, e il direttore Stefano Poleschi.

«Abbiamo chiuso un anno sostanzialmente positivo – ha detto Pagni – in cui la maggior parte delle filiere produttive ha dato dei buoni risultati, con soddisfazione degli agricoltori del territorio livornese. Certo è comunque che pesano sul sistema agricolo due anni particolarmente difficili, che la buona annata del 2015 non riesce a compensare in termini di perdita di reddito, ma che nella sostanza porta respiro a tante aziende da tempo in sofferenza. C’è da dire però che i costi di produzione sono ancora oggi molto alti per le imprese agricole, e non sempre c’è una risposta positiva per il prezzo dei nostri prodotti. La sensazione è che l'agricoltura livornese stia attraversando un momento di trasformazione caratterizzato da una fase lenta ma continua di progressivo accorpamento fondiario verso aziende più strutturate».

Analizzando nel dettaglio alcune filiere produttive, bene sono andate le colture ortive, sia quelle invernali, primaverili che quelle estive, con buoni risultati di produzioni e prezzo per carciofi, meloni e cocomeri.

In generale, produzione migliore in qualità e quantità, prezzi in aumento (+10%) e crescita del mercato interno (+10%).

Buona anche l’annata cerealicola, con il grano duro che ha registrato buone rese e ottimo peso specifico su tutto il territorio provinciale: prezzo e mercato interno in aumento (entrambi dell’8%). Segno positivo anche per l’apicoltura: produzione di miele in ripresa rispetto agli ultimi due anni difficili, buona qualità e prezzi stabili.

Per la zootecnia si può parlare di sostanziale tenuta, con un mercato in cui la richiesta di bovini da carne è andata crescendo limitata soltanto dalla contenuta disponibilità di vitelli da macello: prezzi e mercato interno su (5%). Questi ultimi sono invece stabili per gli ovini da carne, di ottima qualità nel 2015.

Buona la stagione agrituristica che ha registrato un aumento di presenze nelle strutture ricettive, sia di stranieri che italiani, e dei prezzi (15%).

Sul fronte della produzione olivicola l’annata passata è stata buona, anche se non omogenea in tutto il territorio, con buona qualità dell'olio (aumento dei prezzi del 20%). Sostanzialmente positiva anche la campagna vitivinicola da cui si attende un prodotto di ottima qualità: mercato stabile sui prezzi delle uve, quello interno vale il 30%, e il 70% dell’export si divide tra Nord Europa, Giappone, Cina e Stati Uniti.

Anno transitorio infine per il pomodoro da industria, che a fronte di una discreta qualità del prodotto ha registrato rese generalmente basse su tutto il territorio. Prezzi in calo del 7%. Il settore ortofrutticolo è sempre quello trainante, ha sottolineato la Cia, anche se si sta facendo sempre più apprezzare sui mercati il vino doc della Val di Cornia.

«Quella livornese è un’agricoltura “piccola” ma di elevata qualità, ha detto Poleschi - e se non possiamo competere sul fronte delle quantità produttive, né sui costi produttivi con altri paesi vicini, la nostra carta per misurarsi sui mercati è l’elevata qualità delle produzioni, le certificazioni, il passaggio al biologico».

Per il futuro, quali tendenze? «Credo che nel 2016 si affermeranno 3 asset in cui crediamo molto – ha aggiunto – imprenditoria giovanile (102 aziende con titolari sotto i 40 anni, si insedieranno in provincia grazie al piano di sviluppo rurale regionale), imprenditoria femminile e multifunzionalità delle imprese agricole. Poi ci sono altri aspetti come l’e-commerce e la green economy a cui le aziende saranno sempre più orientate. Il settore agricolo è in continua evoluzione, dei settori economici della provincia si è dimostrato il più dinamico e innovativo, nonostante le difficoltà».

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